Pisa S.C. 1909: i nerazzurri devono migliorare l'efficacia negli ultimi metri

Episodi sfortunati ed un'eccessiva imprecisione nel passaggio finale e nel colpo risolutore hanno condannato i nerazzurri ad un pareggio beffardo con l'Olbia. De Vitis in forte dubbio per la sfida con la Carrarese di domenica 25 novembre

De Vitis in azione a Lucca - Foto Pisatoday/A. Scatà

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Ancora una volta l'ambiente nerazzurro si ritrova alle prese con questo atavico interrogativo dopo il pareggio interno con l'Olbia di domenica scorsa. L'1-1 strappato dai sardi con un solo tiro in porta ha riportato a galla alcune critiche che si erano assopite dopo il blitz di Lucca. Il gruppo nerazzurro è tornato al lavoro e, smaltita la delusione per il successo mancato, ha messo nel mirino il prossimo impegno di campionato: la delicata trasferta sul campo della Carrarese, in programma domenica 25 novembre alle 14.30.

Attacco alla difesa schierata

La gara di domenica 18 novembre con l'Olbia ha mostrato un Pisa capace di attaccare una difesa schierata con dieci uomini dietro alla linea della palla. I sardi sono sbarcati sulle rive dell'Arno con l'unico intento di strappare un punto che avrebbe potuto arginare l'emorragia di risultati e fiducia. Il nuovo tecnico dei galluresi, Guido Carboni, per l'occasione ha predisposto una doppia linea di giocatori a protezione della porta e degli ultimi 16 metri, con l'obiettivo di sfruttare e capitalizzare al massimo le rarissime occasioni in cui la sua squadra fosse riuscita a proporsi in ripartenza. Bersaglio centrato in pieno a giudicare dal risultato e dal modo in cui è maturato, con i nerazzurri riversati per 85' nella metà campo sarda e la formazione ospite capace di realizzare il gol dell'1-1 nell'unica conclusione indirizzata verso i pali difesi da Gori.

Nella prestazione del Pisa però si possono contare almeno otto palle gol nitide, fra cui due traverse ed un palo, oltre alle clamorose occasioni divorate da Moscardelli e Birindelli. Seppur a fiammate, gli uomini di mister D'Angelo hanno anche saputo tenere un'intensità ed un ritmo delle giocate molto alto: un approccio casalingo che nella scorsa stagione non si era praticamente mai visto. Così come è giusto sottolineare gli errori di reparto commessi in occasione del gol subito da Ogunseye, è altrettanto doveroso segnalare che il Pisa, seppur giocando ad un livello inferiore, ha messo a referto più occasioni da gol rispetto al derby di Lucca, unanimemente considerata come la miglior partita disputata da inizio campionato.

Squadra allungata

Un altro aspetto da sottolineare della prestazione di domenica scorsa è l'eccessiva distanza fra i reparti nei cinque minuti finali, quando la squadra ha dimostrato di essere un po' ferma sulle gambe, vittima di una stanchezza che le ha impedito il forcing della disperazione per cercare il guizzo vincente. I reparti si sono scollati fra di loro, con il risultato di allungare la formazione su sessanta metri di campo e lasciare ampi varchi agli avversari. L'Olbia non ha avuto né la forza né la volontà di sfruttarli per puntare ad una vittoria che avrebbe avuto i contorni del furto, ma contro una squadra dal tasso tecnico più alto il Pisa avrebbe potuto correre un pericolo maggiore. E' il caso ad esempio della Carrarese: la squadra allenata da Silvio Baldini per qualità di gioco e abilità nel palleggio è la migliore del Girone A in questa prima parte di campionato, e domenica prossima i nerazzurri dovranno essere bravi a mantenere le distanze fra i reparti.

Giocatori come Caccavallo, Foresta, ed i sempreverdi Tavano e Coralli vanno a nozze con gli spazi e le linee di inserimento: i 30 gol messi a segno nelle 12 partite fin qui disputate ne sono un segnale inequivocabile. La formazione apuana gioca molto sul pressing alto e sulla riconquista della palla a ridosso della difesa avversaria, in modo da coglierla impreparata sul ribaltamento dell'azione. Soltanto con una gestione tattica molto accorta i nerazzurri potranno limitare al massimo la spinta offensiva dei padroni di casa. Il risvolto di un atteggiamento decisamente spregiudicato è che la squadra allenata da Baldini ha già dovuto incassare 12 reti, e fra le mura amiche soltanto con la Juventus U23 e l'Albissola ha chiuso il match senza nessun gol al passivo. Il Pisa ha siglato soltanto 10 reti (un terzo di quele azzurre), ma ha i meccanismi e le qualità per impensierire una difesa che non pare imperforabile.

De Vitis in dubbio

Luca D'Angelo può preparare la sfida alla seconda in classifica forte dell'intera rosa a sua disposizione. L'unico acciaccato da monitorare giorno per giorno è Alessandro De Vitis. Lo sfortunato centrocampista soffre di una fastidiosa fascite plantare che, come tutte le infiammazioni, è imprevedibile nel suo decorso. Contro l'Olbia, ad esempio, è tornata a farsi sentire pesantemente dopo soltanto dieci minuti di gioco, costringendo il numero 30 a chiedere il cambio. De Vitis si sta allenando a parte, svolgendo in parallelo anche le terapie necessarie per risolvere il problema. Il fatto però che domenica a Carrara si giocherà su un terreno sintetico non lascia molto spazio all'ottimismo: il fondo eccessivamente duro provoca una sollecitazione maggiore al fisico, con la conseguenza di avvertire maggiore dolore nel caso di acciacchi e infortuni di qualsiasi entità.

Un giocatore che però domenica potrà essere sicuramente della partita dopo un lungo periodo di stop forzato a causa di alcune noie muscolari è il capitano Davide Moscardelli.La mezz'ora scarsa giocata con l'Olbia ha riconsegnato un giocatore perfettamente ristabilito, in grado con la sola presenza in campo di creare affanno e incertezze nella difesa avversaria. Il numero 9 è il vero regista offensivo della squadra, ed il suo rientro a pieno regime non potrà che portare giovamento a tutta la squadra.

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