Pisa S.C.: il pagellone della stagione. Nerazzurri da 110 e lode

Non accenna a diminuire l'entusiasmo per una promozione esaltante. Diamo i numeri a questa stagione da sogno (c'è anche un aggiornamento sulle condizioni di Fabrizio Buschiazzo)

Il Pisa torna in Serie B al termine di una cavalcata pazzesca. Gli uomini di Luca D'Angelo in undici mesi di partite hanno sbriciolato ogni record dell'ultracentenaria storia nerazzurra, entrando di diritto nella leggenda come 'Gli Invincibili'. Diamo un po' di numeri e stiliamo il pagellone finale dell'annata 2018-2019.

I portieri

Stefano Gori 8.5: dopo aver vissuto la prima esperienza fra i professionisti fra i pali del Pro Piacenza, l'ex Milan si consacra definitivamente a difesa della porta nerazzurra. Nella prima parte della stagione a tratti è l'uomo in più del Pisa. Da gennaio in poi invece molte volte è 'costretto' a fare da spettatore non pagante grazie alle prestazioni dei suoi compagni. Ma come tutti i campioni sfodera la parata al momento giusto, come quando respinge in corner il tocco di Costantino a Trieste.

Andrea D'Egidio 6.5: disputa una sola partita da titolare, nella sfortunata serata di Viterbo in Coppa Italia di C. Ma al 'Rocchi' fa vedere buone qualità. Partecipa alla cavalcata dei playoff tirando il gruppo dalla panchina. Emblematiche le ammonizioni ricevute per le esultanze smodate.

Matteo Kucich 6: vale il discorso fatto per D'Egidio. Sempre in prima linea in allenamento e durante le partite a spronare i compagni. E costantemente ammonito durante le esultanze.

Reinis Reinholds 6: oggetto misterioso in campo, ma anche lui collante fondamentale di un gruppo fortissimo.

I difensori

Simone Benedetti 8: arriva a gennaio e ci mette qualche partita per entrare a pieno nei meccanismi difensivi e nella manovra di Luca D'Angelo. E' anche sfortunato a finire al centro di alcuni calci di rigore fischiati in serie contro il Pisa. Poi però sale di condizione, di convinzione e di prestazione, diventando un muro invalicabile sia nelle palle alte che nelle combinazioni rasoterra. Leader silenzioso.

Fabrizio Brignani 7: fin dalle prime apparizioni estive tutti rimangono impressionati dalle sua qualità fisiche, tecniche e tattiche. A 20 anni però può capitare di incappare in periodi più appannati. D'Angelo lo gestisce con sapienza da gennaio, e lui ripaga la fiducia del mister con prove senza sbavature quando viene chiamato in causa e il gol della vittoria a Olbia.

Samuele Birindelli 8: anche il 'bimbo di Pisa' vive la stagione della definitiva consacrazione. Riesce a diventare profeta in patria come Daniele Mannini tre anni fa, vivendo da assoluto protagonista la cavalcata che riporta il Pisa in Serie B. Può migliorare ancora in fase difensiva, ma finalmente la tenuta fisica è ottimale e in fase offensiva è devastante. Da poesia i due gol vittoria siglati contro Pro Vercelli e Pro Patria.

Andrea Meroni 7.5: impiegato come centrale in una difesa a 4, terzo di una difesa a 3, all'occorrenza anche esterno difensivo. Sempre con diligenza, intelligenza e personalità. Inizia la stagione fra le retrovie, ma con impegno e un miglioramento costante a livello fisico e tecnico diventa una pedina inamovibile dello scacchiere nerazzurro.

Alberto Masi 6.5: arrivato negli ultimissimi giorni del mercato estivo dopo una lunga inattività dovuta ad una serie di infortuni gravi, l'ex Ternana parte fra i titolari per scivolare sempre di più fra le riserve. La seconda parte della stagione la vive praticamente sempre in panchina, ma non fa trapelare mai un atteggiamento o una parola fuori posto. Anzi sembra una delle anime dello spogliatoio, soprattutto quando si arriva alle gare da dentro o fuori.

Fabrizio Buschiazzo 6.5: ci rimette una costola e una notte in ospedale a Trieste per uno pneumotorace. Nella giornata di ieri è stato trasportato a Cisanello dove ha ottenuto le dimissioni e adesso è in viaggio per tornare a casa in Uruguay e godersi le meritate ferie. Con la proverbiale 'garra charrua' dei sudamericani, mette la sua firma sulla promozione con ottime prestazioni ogni volta che D'Angelo lo chiama in causa. A Trieste, prima dell'infortunio, serve a Marconi l'assist del 2-1.

Tommaso Fischer 6: debuttare a 16 anni ancora da compiere con la maglia della squadra della propria città non accade a tutti. Predestinato.

Daniele Liotti 7: vince il premio come giocatore più sfortunato della stagione. A Pontedera si frattura il metatarso, rientra dopo tre mesi e accusa una ricaduta allo stesso piede. Non si abbatte e torna in campo da protagonista per le ultime gare dei playoff. Nonostante la mala sorte, ha la qualità per firmare due assist pesantissimi: quello per Moscardelli nella vittoria a Vercelli a marzo, e quello per Marconi per il pareggio nella finale di andata con la Triestina.

Francesco Lisi 8: sarebbe un esterno offesivo, ma D'Angelo e il suo staff, in particolare Riccardo Taddei, lo trasformano in uno dei terzini più devastanti della Serie C. Quando parte in progressione non c'è avversario che tenga. Migliora esponenzialmente anche in fase difensiva e si toglie la soddisfazione di segnare anche 2 gol. Nei mesi opachi della stagione si mette in prima fila a tirare il resto del gruppo.

Alessandro De Vitis 8.5: sarebbe più corretto inserirlo nella lista dei centrocampisti, ma il numero 30 vive la stagione interamente o quasi nella linea difensiva. Dapprima è una necessità emersa durante il ritiro estivo, poi D'Angelo decide di proseguire su questa strada e l'ex Latina lo ripaga con un'annata strepitosa. Per intelligenza tattica, qualità tecniche e impatto fisico è uno dei migliori centrali della categoria. Non si scompone neanche di fronte a dei mostri sacri della Serie C ed è uno dei capitani della rosa.

I centrocampisti

Marius Marin 8: è una delle sorprese più belle della stagione. Parte come rincalzo del centrocampo titolare, ma con impegno, sacrificio, cattiveria agonistica, una corsa infinita e una tecnica in costante miglioramento finisce per essere uno dei perni della squadra. A Trieste la sua migliore partita dell'anno: 120' a mille all'ora, partendo da interno di metà campo, passando per il ruolo di terzino destro e finendo sulla fascia opposta.

Nicolas Izzillo 7.5: finalmente anche il centrocampista sardo fa vedere le sue qualità. Arrivato all'ombra della Torre un anno fa, grazie a D'Angelo trova la dimensione ideale soprattutto nella seconda parte della stagione. E' il 'dodicesimo' uomo, la prima riserva sistematicamente gettata in campo. Diventa protagonista siglando due gol pesantissimi: nella vittoria in campionato con la Carrarese che lancia la squadra al terzo posto, e nel ritorno dei playoff con l'Arezzo, chiudendo definitivamente la sfida.

Mattia Minesso 7.5: finalmente un numero 10 in grado di abbinare qualità sopra la media ad una fisicità ottimale per la Serie C. E' uno degli innesti di gennaio che cambia letteralmente il volto alla squadra. Personalità e carattere da vendere, l'ex Padova mette a referto 24 partite, 4 reti e 4 assist. E a Trieste, nel momento di massima difficoltà della squadra, si posiziona sull'out destro. Determinante.

Luca Verna 7.5: è il contrappeso ideale di Gucher in mezzo al campo. Non è un caso che con il suo arrivo anche il regista austriaco alzi il livello delle prestazioni. Non lo scopriamo certamente quest'anno: il mediano abruzzese per la C è un lusso che Pisa ha avuto la fortuna e il merito di sfruttare da gennaio in poi. Sfortunato a perdersi l'ultimo mese e mezzo di campionato per un brutto infortunio muscolare, testardo nel recupero e intelligente a servire proprio a Gucher l'assist per il gol che ha chiuso il discorso per la Serie B.

Sebastian Gamarra 6: accetta senza battere ciglio il ruolo di sesta-settima scelta della metà campo e si accomoda in panchina a supportare tutti i compagni in campo. In allenamento mette qualità e intensità: tutti ingredienti necessari per mantenere alta la concentrazione e la preparazione della rosa. E' il primo boliviano nella storia nerazzurra.

Kevin Lidin 6: entra anche lui nel grande libro nerazzurro come il primo svedese a giocare una gara ufficiale. Il giusto premio per un ragazzo che ha iniziato il suo percorso sotto la Torre ormai due anni fa.

Davide Di Quinzio 8.5: altruismo, invenzioni, tecnica, agonismo, intelligenza. Il numero 10 nerazzurro gioca a tutto campo e vive la sua migliore stagione per continuità di rendimento e prestazioni. Sono veramente pochi i passaggi a vuoto in un'annata scintillante, suggellata dal gol della vittoria ad Arezzo nell'andata della semifinale playoff. 46 presenze complessive, 5 gol e 12 assist: numeri impressionanti. Dopo l'esperienza con la Spal, ritorna in Serie B dalla porta principale: stavolta merita di viverla da protagonista con il Pisa.

Robert Gucher 9: da gennaio è semplicemente 'Il Calcio'. Un concentrato di tecnica, tattica, intelligenza, fisicità, agonismo: il numero 27 è l'anima del Pisa dei record. Fatica fino a dicembre, quando anche la squadra non è completamente bilanciata. Una volta raggiunta la quadratura giusta però non ce n'è più per nessuno: per distacco il miglior giocatore di tutto il campionato. La palla del 3-1 finale a Trieste è il giusto premio ad una stagione incredibile.

Gli attaccanti

Massimiliano Pesenti 8: si presenta con un biglietto da visita incredibile, fatto di 4 reti nelle prime 6 presenze in nerazzurro da gennaio. E' il punto di riferimento della manovra offensiva nella prima parte del 2019. Nei playoff mette la firma sulla clamorosa rimonta di Carrara. Generoso e altruista, si danna per la squadra e non si fa abbattere dal rigore della vittoria fallito contro il Pontedera.

Davide Moscardelli 8.5: sembra sonnecchiare, ma poi come tutti i grandi campioni piazza la zampata decisiva. Il 'Barba' in 39 presenze complessive mette a segno 15 reti: uno score realizzato a 39 anni suonati, da far invidia ai bomber con molte meno primavere sulle spalle. Bloccato a lungo da un fastidioso infortunio muscolare, nel girone di ritorno D'Angelo ne centellina l'impiego e le forze e viene ripagato da una serie di gol pesantissimi. Come quelli delle vittoria contro la Pro Vercelli o la Pistoiese, o quelli meravigliosi siglati nei playoff alla Carrarese e alla Triestina. Da vero capitano si fa da parte quando il momento richiede altre qualità in campo: come a Trieste, quando si riscalda per quasi un'ora e finisce a festeggiare, pazzo di gioia, sotto ai tifosi nerazzurri senza aver messo piede in campo.

Gaetano Masucci 9: il numero 26 apre e chiude la cavalcata dei playoff con le reti siglate sul campo della Carrarese e della Triestina. Mette lo zampino in tantissime azioni offensive del Pisa ed è costantemente nel vivo del gioco. Incassa una quantità industriale di botte durante la stagione, ma non arretra mai di un centimetro, guidando l'assalto della squadra all'area avversaria. Esperienza, umiltà e qualità al servizio della squadra: D'Angelo lo pone a punto di riferimento della manovra offensiva.

Michele Marconi 9: è in assoluto l'uomo del destino del Pisa. Si presenta ai playoff in una condizione psico-fisica devastante. Neanche un piccolo acciacco muscolare prima della gara di Carrara lo ferma. Ad Arezzo fa reparto da solo, entra in tutti i gol siglati al 'Comunale' e poi vive due serate da sogno contro la Triestina. A Pisa inzucca di potenza il gol del 2-2 e al 'Rocco' si esibisce in una prestazione monumentale per fisicità, intelligenza, tecnica, fiuto del gol, tattica. Si fa fatica a capire come un centravanti del genere, alle soglie dei 30 anni, non giochi stabilmente in Serie B. Buon per il Pisa.

Allenatore e dirigenza

Luca D'Angelo 9.5: non arriva al 10 semplicemente perché c'è sempre spazio e modo per migliorare. Anche quando all'apparenza tutto è andato alla perfezione. Pisa si può godere un tecnico preparato, umile, appassionato del proprio lavoro e innamorato della piazza in cui si trova. La voce rotta dall'emozione durante i festeggiamenti di lunedì 10 giugno all'Arena testimoniano quanto Pisa gli sia entrata dentro. Insieme ai suoi ragazzi ha scritto una pagina indelebile della storia dello Sporting Club.

Roberto Gemmi 9.5: in estate fa di necessità virtù, districandosi in una rosa da sfoltire e potenziare con degli acquisti oculati e ragionati. A dir la verità fino a dicembre i risultati non gli danno ragione, ma c'è da dire che la sfortuna ha avuto un occhio di riguardo verso il Pisa. A gennaio con pazienza e grande abilità, insieme alla società e all'allenatore, individua gli elementi che consentono al Pisa di fare il salto di qualità e diventare la squadra più forte della Serie C. Ha la stoffa del grande dirigente e farà sicuramente strada.

Giovanni e Giuseppe Corrado 9.5: la gioia spontanea e genuina con la quale festeggiano la promozione in B la dice lunga sul loro coinvolgimento nel progetto societario e sportivo. Dopo una retrocessione praticamente incassata in corsa sei mesi dopo il loro arrivo sotto la Torre e un deludente campionato in C un anno fa, padre e figlio ottengono la prima, clamorosa soddisfazione della loro presidenza riportando con pieno merito lo Sporting Club in cadetteria. La sensazione è che, per come è stata cercata, voluta e realizzata, la vittoria del campionato assomigli molto alla Pagani del 1979. Potrebbe realmente iniziare un nuovo corso per il calcio nerazzurro grazie ai Corrado e al patron Enzo Ricci.

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