Sogni nerazzurri: anche il calcio ostaggio del coronavirus

Il siluro di Lisi che ha abbattuto il Livorno rimane l'ultimo vivido ricordo del Pisa. Allenamenti sospesi, campionato bloccato: in piena emergenza coronavirus, si prova ad ipotizzare una data per il ritorno in campo

Tutto bloccato, sospeso e cristallizzato nel fotogramma della palla che si insacca all’incrocio dei pali della porta del Livorno, in mezzo ad un’Arena Garibaldi desolatamente vuota, incorniciata da moltissimi balconi sui quali i più fortunati hanno potuto assistere, almeno in parte, all’ultima recita del Pisa prima della sospensione della stagione. Sono trascorse soltanto due settimane da quel 7 marzo, quando Francesco Lisi ha regalato allo Sporting Club e ai suoi tifosi l’incontenibile gioia della vittoria nel derby con i cugini amaranto. Una vittoria che però proprio nessuno è riuscito ad assaporare a dovere, poiché subito dopo l’intero paese è stato chiuso a causa dell’esplosione dei contagi da coronavirus.

L’emergenza ha investito in pieno anche il mondo dello sport, compreso nelle rigide misure restrittive messe in campo per tentare di arginare la diffusione del virus. Il Pisa naturalmente ha preso atto delle direttive provenienti sia dal governo che dalle istituzioni calcistiche e ha sospeso le sedute di allenamento già dalla scorsa settimana, inviando ai membri della prima squadra dei programmi di allenamento individuale da svolgere rigorosamente nel chiuso delle rispettive abitazioni. Di più, in un momento complesso e difficile come quello che stiamo vivendo, è impossibile fare.

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Tutta l’Italia è in attesa che gli effetti delle limitazioni attivate a inizio mese inizino a manifestarsi. Senza, risulta naturalmente insensato intavolare qualsiasi discussione su ipotetiche date per la ripresa degli allenamenti e delle attività sportive più in generale. Anche la Figc e le leghe che governano le diverse categorie del calcio tricolore, dalla Serie A al dilettantismo, non sono andate oltre alcune indicazioni di massima: l’idea sulla quale si proverà a costruire una base comune per la ripresa delle attività è terminare regolarmente la stagione. In tal senso il rinvio al 2021 dei Campionati Europei viene incontro a questa volontà: il mese di giugno adesso risulta privo di impegni delle nazionali, così le squadre di club possono giocare e recuperare il terreno perduto. Se occorrerà sforare anche nella prima decade di luglio per concludere anche le appendici di playoff e playout e completare così il quadro di retrocessioni e promozioni, soltanto il tempo, o meglio il protrarsi di questa emergenza, lo dirà. Se a maggio le attività sportive, molto probabilmente a porte chiuse, potranno riprendere, verosimilmente la stagione del Pisa potrebbe terminare entro il 30 giugno. Altrimenti si sforerà a luglio (trovando una soluzione ad hoc per tutti i contratti e i prestiti che scadono a fine giugno) o, peggio ancora, si decreterà la fine anticipata di tutti i campionati con la situazione congelata al momento della sospensione. Ma questa ipotesi è proprio quella che i vertici del calcio italiano vorrebbero scongiurare.

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