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Clima, 12mila anni fa Europa più piovosa: lo studio dell'Università di Pisa

L'Ateneo pisano ha fatto parte del consorzio internazionale che ha realizzato la ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances

Dodicimila anni fa il clima, in molte regioni d'Europa, era più piovoso di oggi, fino a 1000-2000 mm all'anno in più rispetto a quello attuale in alcune aree del Mediteranneo. Questo quanto emerge da uno studio condotto da un consorzio internazionale di università a cui ha partecipato anche l'Ateneo di Pisa e pubblicato sulla rivista Science Advances. Una scoperta che rovescia quelle che erano le precedenti convinzioni: fino ad oggi, infatti, si riteneva che il clima, in quell'epoca, fosse generalmente più arido. La ricerca, finanziata dal Leverhulme Thrust e che ha visto la partecipazione dell'University of Aberdeen insieme alle università ed enti di ricerca di Manchester, Londra, Amsterdam, Zurigo e Bergen, permette di migliorare sensibilmente i modelli predittivi sul clima grazie anche ad una maggiore comprensione dell'importanza della corrente a getto polare (un vento molto veloce di alta quota) per il clima di quel periodo.

Studio sul clima, i dati della ricerca

Il team di scienziati ha esaminato una grande quantità di dati paleoglaciologici ricostruendo la forma di 120 ghiacciai dello Younger Dryas, distribuiti dalla Norvegia al Marocco, includendo i Balcani e la Turchia. Dall'analisi è emerso un modello di circolazione atmosferica globale da cui si evidenzia il ruolo fondamentale della corrente a getto polare che, allora come adesso, ha veicolato precipitazioni atmosferiche (pioggia e neve) dall'Atlantico sul continente. Il risultato è che alcune regioni erano sostanzialmente più umide di oggi (Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Spagna e la regione mediterranea centro-orientale) e altre più aride (Francia, Belgio, Olanda, Germania e l'Europa orientale). In qualche punto della regione mediterranea le precipitazioni erano più abbondanti anche di 1000-2000 mm all'anno rispetto a quelle attuali; in altre regioni a Nord delle Alpi erano invece anche fino a 1000 mm all'anno in meno delle attuali.

Ribolini: "In futuro possibili maggiori eventi estremi"

"Per l'Europa si tratta della prima ricostruzione quantitativa delle precipitazioni avvenute durante lo Younger Dryas, cioè il periodo di rapido raffreddamento del clima avvenuto circa 12.000 anni fa, alla fine dell'ultima era glaciale -, spiega il professore Adriano Ribolini del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ateneo pisano -. Oggi abbiamo segnali che la corrente a getto polare potrebbe cambiare con il riscaldamento del clima, probabilmente spostandosi verso nord e diventando più intermittente. Questo potrebbero portare a più eventi estremi, ad esempio ondate di caldo in estate ed una maggiore frequenza di tempeste e alluvioni in inverno".

"I dati paleoclimatici come le precipitazioni ricavate in questo studio - continua - possono essere utilizzati per testare e migliorare i modelli matematici di previsione del clima esistenti, verificando se questi stessi dati riescono a simulare correttamente le condizioni del passato. Per quanto riguarda l'Università di Pisa - conclude - il nostro compito in particolare è stato di contribuire alla ricostruzione dell'estensione dei paleoghiacciai e del calcolo dei valori di precipitazioni che ne garantivano l'esistenza nell'intero continente europeo".

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