Salute

Mastoplastica additiva: tutti i consigli dalla scelta della protesi all'allattamento

In passato ci sono stati casi di interventi disastrosi, scaturiti da prezzi low cost e poca professionalità. Ecco tutti i consigli utili per le donne che intendono operarsi al seno

Sono circa 45-50 mila gli interventi di mastoplastica additiva all’anno in Italia. Molti di questi vengono effettuati da chirurghi estetici ‘improvvisati’ che offrono prestazioni low cost con risultati, nella gran parte dei casi, disastrosi. Questa la prassi che sembra aver preso piede, ormai già da qualche anno, nel nostro Paese. Medici che non hanno una specializzazione in Chirurgia plastica ed estetica, ma che esercitano liberamente nel privato senza averne competenza: negli anni purtroppo si sono susseguiti casi di mala sanità e scarsa professionalità in interventi chirurgici così delicati e invasivi. Ecco i nostri consigli per poter affrontare con serenità questa operazione.

Come viene effettuato l'intervento?

L’intervento di mastoplastica additiva ha l’obiettivo di correggere il volume e il tono di una mammella che può essere piccola perché non si è sviluppata o che si è sciupata in seguito a un dimagrimento, una gravidanza, un allattamento. E’ un intervento molto richiesto perché si ricollega all’importanza che il seno ha per una donna. Anche piccoli difetti che riguardano questa parte del corpo possono creare forti disagi, e questo spiega il perché della domanda così alta. L’intervento avviene con l’inserimento di protesi al silicone che, ad oggi, sono più che studiate e attenzionate, quindi molto più sicure rispetto a quelle utilizzate anni fa.

Protesi sicure?

Ad oggi non ci sono dati scientifici che dimostrino una correlazione tra tumore e protesi mammarie. E’ stato riscontrato qualche caso di linfoma anaplastico a grandi cellule in pazienti che si erano sottoposte alla mastoplastica additiva, ma - e questo va sottolineato per chi ha già fatto l’intervento o per chi volesse farlo - i numeri sono talmente bassi in termini percentuali che non c’è alcun allarme. La cosa importante è che la donna che si sottopone a questo tipo di intervento si faccia seguire dal suo chirurgo ed effettui controlli periodici alla mammella anche dopo l’operazione.

Quali tipi di protesi esistono?

Le protesi sono tutte al silicone 100%. Esistono diverse tipologie, per forma, per proiezione. Le più utilizzate sono quelle tonde e quelle a goccia. A seconda dei casi si sceglie l’una o l’altra. Quelle a goccia vanno molto bene per le donne che hanno seni piatti perché regalano un seno più naturale, mentre quelle tonde sono più adatte per un riempimento in età non tanto giovanile. La scelta, comunque, dipende da caso a caso.

Esistono alternative alla protesi?

C’è una tecnica alternativa che consiste nell’iniettare grasso, prelevato dalla paziente stessa, nella mammella. Questa metodica, che non utilizza impianti esterni, ha però due limiti: la paziente deve avere a disposizione molto grasso nel corpo, e l’aumento di volume del seno è generalmente moderato, per questo potrebbero essere necessari 2/3 interventi consecutivi. Oltre a questa tecnica che si utilizza in un numero ristretto di casi, c’è un’altra più innovativa che sto applicando sulle mie pazienti con risultati molto soddisfacenti sia dal punto di vista estetico che funzionale. Questa tecnica si avvale sempre dell’utilizzo di protesi che, però, non vengono inserite sotto il muscolo - come si fa generalmente -, ma in un piano intermedio che si chiama sottofasciale. In questo modo non si va a sollevare il muscolo ma solo la fascia del muscolo, una struttura molto sottile che protegge molto bene la protesi dal resto e che consente di avere un risultato più naturale, meno doloroso riducendo i tempi della convalescenza. Inoltre il posizionamento sottofascia rende più facili eventuali esami diagnostici come screening o mammografia.

Che durata hanno le protesi?

Le protesi non hanno più una scadenza come in passato. Una protesi potrebbe anche essere per la vita. E’ soltanto il controllo clinico periodico che ci dirà se la protesi sta bene o no. E’ ovvio che se parliamo di soggetti giovani, la possibilità di doverla sostituire è più alta. In donne di una certa età la probabilità si riduce.

L'allattamento può spostare le protesi?

Con le protesi si può allattare tranquillamente, quello che però può succedere è che la gravidanza e l’allattamento vadano a modificare, non la protesi, ma la ghiandola della mammella provocando un cambiamento nell’aspetto del seno. Ma questa è una condizione che si verifica molto raramente.

L'operazione ha un limite di età?

C’è una legge del 2012 che vieta l’inserimento delle protesi alle minorenni. Abbiamo due fasce d’età che ci richiedono l’intervento: una, quella delle giovanissime che hanno un seno piccolo, e l’altra, quella delle donne più mature che hanno un seno sciupato a causa di un dimagrimento, una gravidanza o un allattamento. Nel caso delle giovanissime, prima di procedere con l’operazione, bisogna capire se c’è effettivamente un’indicazione: non credo ci sia alcuna controindicazione nel sottoporre una 20enne alla mastoplastica additiva, quando questa abbia un seno molto piccolo e un aumento del suo volume possa migliore la qualità della sua vita e la sua autostima. Una situazione differente è quando la ragazza giovane vuole rifarsi il seno solo per avere un maggiore successo mediatico. In questi casi il seno grande rappresenta un qualcosa di aggiuntivo, e quindi va valutata bene l’indicazione. Io sono contrario agli eccessi, quando c’è una correzione che rientra nella naturalezza, va bene. Altrimenti, se si deve eccedere non procedo con l’intervento.

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