Tumore al seno: "Prevenire salva la vita"

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, nell'ambito del mese di prevenzione del tumore al seno, 'Ottobre rosa' sottolinea l'importanza dello screening

"Da sempre la Toscana ha privilegiato lo screening mammografico nella lotta al tumore al seno. E' stata una delle prime regioni ad averlo attivato in modo strutturato e i risultati si vedono. Non a caso la Toscana ha Ispro, un Istituto dedicato, centro di coordinamento delle rete oncologica, che ha come obiettivo primario l'omogeneità dell'offerta e la presa in carico della persona in tutto il percorso di diagnosi e cura. Non abbasseremo la guardia. Lo sforzo che ci attende, anche e nonostante il Covid, è di continuare a contrastare il male del secolo con investimenti mirati in termini di strutture, risorse e personale dedicato”.

A dirlo, il presidente Eugenio Giani, durante la conferenza stampa di oggi, 21 ottobre, nell'ambito del mese di prevenzione del tumore al seno, 'Ottobre rosa'. Il messaggio del presidente è chiaro e un impegno al tempo stesso: "anche se con il lockdown si è dovuto interrompere lo screening per circa 2 mesi, nel periodo che ci attende saranno mantenuti gli strumenti di lotta al tumore. La Toscana ha svolto un lavoro straordinario di prevenzione, tanto da ampliare la fascia di età dello screening anticipandolo a 45 anni. Adesso la sfida che ci attende e quella di non interrompere questa attività, nonostante la seconda ondata di Covid 19. Cercheremo anzi di potenziarla”.

Il tumore della mammella costituisce oltre il 40% di tutte le diagnosi oncologiche nel sesso femminile. In Toscana rappresenta la forma neoplastica più frequente tra le donne, in tutte le classi di età. Il rischio di sviluppare un tumore della mammella, nell'arco della vita (fino a 84 anni), riguarda 1 donna su 8 e aumenta con l'aumentare dell'età, con una probabilità del 2,4% fino a 49 anni (1 donna su 42), del 5,5% tra 50 e 69 anni (1 donna su 18) e del 4,7% tra 70 e 84 (1 donna su 21). L'incidenza del tumore della mammella appare stabile e, secondo le stime prodotte dal registro tumori regionale, nel 2020 sono attesi circa 3600 nuovi casi. Continua, invece, a diminuire in maniera significativa la mortalità (-1% per anno) sia per l‘efficacia delle nuove terapie sia per la diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale.

L'analisi del trend evidenzia un consistente aumento della sopravvivenza nel corso del tempo: a oggi la sopravvivenza delle donne con tumore della mammella è pari all'88% a 5 anni e all'80% a 10 anni dalla diagnosi Non emergono eterogeneità elevate tra fasce di età: la sopravvivenza a 5 anni è infatti pari al 91% nelle donne giovani (15-44 anni), 92% tra le donne in età 45-54 anni, 91% tra le donne in età 55-64, 89% tra le donne in età 65-74 anni, leggermente inferiore, 79%, tra le donne anziane (75+).

“In Italia, le donne toscane sono quelle che hanno la più alta guarigione alla mammella - commenta il direttore generale di Ispro, Gianni Amunni. Questo dipende dall'efficacia dello screening, garantito dal nostro Istituto e da un buon sistema di cura con strutture dedicate in tutto il territorio regionale grazie alla rete senologica. La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci di lotta al cancro". Spiega Manuela Roncella, coordinatrice della rete senologica regionale: "Prevenire il tumore al seno tramite una diagnosi precoce è fondamentale. Curarlo in centri multidisciplinari dove si concentrano tutte le competenze è indispensabile per ottenere un aumento della sopravvivenza e il miglioramento della qualità della vita delle pazienti".

La Toscana ha istituto la Rete senologica regionale nel 2019, all'interno della rete oncologica e sotto la direzione di Ispro, coinvolgendo tutte le attività che ruotano attorno alla prevenzione e alla cura del tumore della mammella (programmi di screening per la diagnosi precoce e la gestione del rischio genetico familiare, indagini di conferma diagnostica, interventi terapeutici, riabilitazione post intervento, follow up sulla base del percorso di riferimento regionale, assistenza di fine vita). I centri deliberati dalla Regione sono 13 e tutti raggiungono i volumi e gli indicatori richiesti. Grazie a questa rete, l'offerta di prevenzione riesce a raggiungere tutte le donne. Inoltre, la Toscana ha esteso lo screening mammografico dai 45 ai 74 anni.

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