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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Vendita e Affitto

Affitto senza contratto, i rischi per l'inquilino

Sia il locatore che il conduttore possono incorrere in sanzioni di tipo fiscale

Quello della locazione in nero è un fenomeno abbastanza diffuso, attraverso il quale il proprietario dell'abitazione, non depositando l'apposito contratto all'Agenzia delle entrate, evade l'imposta di registro e l'imposta sui redditi. In casi come questi anche l'affittuario, una volta scoperta l'irregolarità, può avere ripercussioni di tipo fiscale.

Come viene stipulata la locazione in nero

Il contratto di affitto in nero viene stipulato in uno dei seguenti modi:

  • verbale: non viene messo nulla per iscritto;
  • scritto: il contratto viene messo per iscritto tra il locatore e l'inquilino, ma non viene registrato all'Agenzia delle entrate.

Esistono due tipologie di affitto in nero:

  • totale: non viene fatto registrare presso l'Agenzia delle entrate;
  • parziale: sul contratto viene scritto un importo inferiore rispetto a quello che realmente paga l'inquilino, così che il proprietario paghi meno tasse.

Quali sono i rischi per un inquilino che affitta una casa senza contratto

Un inquilino che decide di prendere una casa in affitto senza registrare alcun contratto non può rivolgersi al giudice nel caso in cui il proprietario non rispetti i suoi diritti. Può inoltre incorrere in rischi di tipo fiscale e può ricevere una cartella esattoriale che gli impone di pagare le somme non versate e, nel caso di mancato pagamento, l'inquilino rischia anche il pignoramento dei beni di sua proprietà.

Per sanare la posizione irregolare, il proprietario può fare il ravvedimento operoso, ovvero registrare il contratto presso l'Agenzia delle entrate, o, nel caso di affitto in nero parziale, correggere il canone inferiore dichiarato dopo il termine di 30 giorni stabilito per legge. Sia il locatore che il conduttore, in ogni caso, devono pagare delle sanzioni legate al tempo impiegato per il ravvedimento:

  • dopo 30 giorni la sanzione è pari al 6%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo 90 giorni la sanzione è pari al 12%, più interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo 1 anno la mora è del 15% con l'aggiunta di interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo più di 1 anno e non oltre 2 anni la sanzione è pari al 17,14%, più interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo 2 anni la sanzione ammonta al 20%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta.

Se invece viene regolarizzata la posizione dopo la constatazione, la sanzione corrisponde al 24%, più gli interessi di mora e l'imposta omessa.

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