Cronaca

Commemorazioni: la Folgore ricorda il 76esimo anniversario della Battaglia di El Alamein

Presente anche il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale Salvatore Farina

E' stato celebrato presso il Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Salvatore Farina e delle massime autorità civili e militari, il 76esimo anniversario della Battaglia di El Alamein, una delle pagine più drammatiche ed allo stesso tempo eroiche della 2° Guerra Mondiale nella quale nacque il mito della Folgore. Quest’anno è stato ricordato anche l’80esimo anniversario della fondazione della prima scuola di Paracadutismo Militare, nata il 24 Marzo 1938 a Castel Benito, denominata 'Campo scuola paracadutisti della Libia', che dette vita poi al Battaglione paracadutisti libico 'Fanti dell’Aria'.

ll Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale nel corso del suo intervento ha voluto rendere atto ai paracadutisti della Folgore "dell’impegno quotidiano e della capacità di prepararsi", per poi aggiungere: "vi dico lo so io, lo sa l’Esercito, la Difesa e anche l’Italia sa di poter contare su di Voi". Il Comandante della Folgore, Generale di Brigata Rodolfo Sganga, ha evidenziato come la Folgore sia "l’unica unità in grado di proiettare rapidamente grandi volumi di forze con brevissimo preavviso e a grandi distanze dalla madrepatria, in condizioni di rischio in cui altri non sono in grado di operare, per condurre qualsiasi tipologia di missione".

A testimonianza i rapporti ed i risultati conseguiti dai paracadutisti della Folgore nel corso della recente missione in Libano - la Brigata Folgore è rientrata in Italia lo scorso aprile - ospite d’eccezione alla cerimonia è stato il sindaco della Città di Tiro, certamente la più importante realtà nell'area di operazione del Sud del Libano della Missione UNIFIL.

LA STORIA DI EL ALAMEIN. La battaglia fu combattuta tra il 23 ottobre e il 3 novembre 1942. Con un rapporto di forze enormemente svantaggioso, i paracadutisti della Folgore si erano apprestati alla difesa lungo un fronte di 15 chilometri e rappresentavano l’ultimo baluardo difensivo, superato il quale il nemico sarebbe dilagato alle spalle dell’Armata italo-tedesca. Ai ripetuti attacchi degli inglesi, i paracadutisti risposero con incredibile determinazione ed energia, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo al nemico gravi perdite, al prezzo di grandi sacrifici: circa 1.100 tra morti, feriti e dispersi. L’inaspettata resistenza, protrattasi per una settimana, costrinse i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa su quel fronte e a concentrare altrove lo sforzo offensivo.

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