Sant'Ermete, porte blindate alle case vuote: gli abitanti si incatenano

I Cobas definiscono "vergognoso" ciò che è successo nel quartiere della città al centro delle proteste sull'emergenza abitativa. L'assessore Zambito su Fb: "Se nessuno minacciasse continuamente di occupare case popolari nessuno si disturberebbe a mettere gli allarmi"

Sopra gli abitanti di Sant'Ermete incatenati davanti alle case, nell'altra foto l'arrivo degli operai Apes (foto Spazio Popolare Sant'Ermete)

Si sono incatenati ieri di fronte alle case sfitte gli abitanti del quartiere di Sant'Ermete dopo che operai Apes, accompagnati dalla Polizia Municipale, si sono recati nel quartiere per blindare le porte delle case popolari vuote per evitare nuove occupazioni in una zona, nelle ultime settimane, al centro delle polemiche sull'emergenza abitativa pisana. "Quanto accaduto in Sant' Ermete è vergognoso - afferma Tiziana Petrocelli dei Cobas - mesi nei quali Apes e Comune hanno raccontato ai cittadini di non avere soldi per ristrutturare le case sfitte e ora invece spendono migliaia di euro per le porte blindate. Appartamenti vuoti da anni anche se risultano regolarmente affittati, tutto ciò accade in presenza di centinaia di sfratti esecutivi tra Pisa e provincia. Solo una parte delle famiglie rientra nella 'riserva sfrattati'. La Regione Toscana e di conseguenza il Comune di Pisa hanno imposto un insieme di 'paletti' per l’accesso alle graduatorie e così escludono la maggioranza delle famiglie sotto sfratto - prosegue l'esponente dei Cobas - che dire poi delle decine di alloggi ERP che aspettano di essere assegnati da anni perchè da ristrutturare? I movimenti per l'abitare hanno proposto che le famiglie sfrattate si facciano carico della autoristrutturazione e recupero con lo scomputo delle spese, ma questi alloggi restano a marcire e ora si mandano i vigili urbani e i fabbri a blindare le case sfitte per scongiurare nuove occupazioni". Porte blindate sant'ermete-2

"Una situazione socialmente catastrofica determinata da una legge (la 431/98) che tutela unicamente la proprietà - conclude Petrocelli - mentre i Comuni e le Regioni non riconoscono l’evidente emergenza casa e la sola risposta che trovano è quella di spendere i pochi soldi per installare sistemi di allarme e porte blindate".

"Se nessuno minacciasse continuamente di occupare case popolari nessuno si disturberebbe a mettere gli allarmi - ha scritto l'assessore alla casa Ylenia Zambito sulla sua pagina Facebook - chi protesta per gli allarmi è chi vuole impossessarsi di case che spettano a chi è in graduatoria. La Regione ha compreso che la mancanza di risorse nel settore dell'edilizia pubblica non era più sostenibile ed ha assegnato a Pisa un milione e duecentomila euro per recuperare e assegnare le case vuote. Chi le occupa oggi le ruba a chi ne ha diritto".

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