Cronaca

Tutela e accoglienza rifugiati: il progetto di Pisa 1° in Toscana

Piazzatosi 25esimo in Italia sui 367 selezionati dal Ministero degli Interni, il progetto della Società della Salute Zona Pisana riceverà finanziamenti Sprar per il triennio 2014/1026 per circa 240mila euro. Previsti 20 posti fissi più 8 aggiuntivi

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) ha ospitato a Pisa, dal 2001, 114 persone da 31 paesi diversi. Un lavoro che nel triennio 2014/2016 sarà potenziato: il progetto della Società della Salute vincitore del bando vede aumentare i posti disponibili ordinari da 15 a 20, rendendo strutturali altri 8 posti di riserva, prima attivabili solo in via straordinaria. Ai 3 appartamenti siti a Pisa se ne aggiunge uno nel Comune di Cascina.

"Il progetto  – racconta Stefania Bozzi, presidente del'Arci Comitato di Pisa, soggetto attuatore – ha una storia lunga, prosegue dalla fine degli anni '90. Funziona, ma si cerca di migliorare tutte le volte. Si sono create reti fra servizi e territorio, una coordinazione fra enti che permette oggi di accogliere 28 utenti. Un'integrazione  fra attività costante e necessaria". I percorsi di inserimento nel tessuto sociale sono completi ed a tutto tondo, spaziando dalla alfabetizzazione della lingua italiana alla assistenza legale. "In genere durano 6 mesi più 6 mesi, con una prima parte diretta alla relazione con la persona e il territorio e poi una seconda votata alla ricerca del lavoro".

Le storie dei soggetti accolti sono spesso difficili. Francesca Pala, un'operatrice storica dello Sprar insieme a Deniona e Merita Maxhalaku, racconta che "il 30% di loro è stato vittima di torture e spesso c'è un rifiuto iniziale a parlarne, tendono a dimenticare. Poi casi di disagio mentale, anche in contesti familiari dove non puoi dividere un nucleo con bambini al seguito. E' difficile e si soffre, ma è un lavoro che da anche tanta soddisfazione". 

Il direttore della Società della Salute Giuseppe Cecchi fa il punto sui risultati ottenuti: "Intercettiamo e non riduciamo i finanziamenti in periodo di forti tagli perché otteniamo risultati. Si è integrato nel nostro territorio il 24% degli utenti, insieme ad un altro 25% fuori dallo stesso. Quindi in pratica la metà trova lavoro, è un dato concreto. Un altro elemento utile a vincere il bando è stato il co-finanziamento: se il progetto è da 300mila euro, 58 di essi vengono dalla SdS, dal Comune di Pisa e quello di Cascina. Sono questi meccanismi uniti a fare la differenza".

"Un sistema che funziona  – conclude l'assessore al sociale e presidente della SdS Sandra Capuzzi – oltre le critiche. E' attiva sul territorio una sinergia con le realtà associative che, insieme alla presenza stessa della Società della Salute, permette di vincere bandi come questo e quindi di intervenire ed agire". 

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