Scorre il sangue in centro, Vendesi Vettovaglie: "Senza lotta al degrado non si elimina la violenza"

Il gruppo torna a chiedere presidi fissi e mobili delle forze dell'ordine e sanzioni per esercizi commerciali e singoli utenti

"Ora anche la violenza rende ancora più insonni e intollerabili le notti nella terra di nessuno". Il gruppo Vendesi Vettovaglie lancia un nuovo grido di allarme, dopo le ultime notizie di aggressioni in centro. L'ultima è stata un accoltellamento la notte di lunedì nei vicoli fra la piazza e via Cavalca, con il sangue che copioso ha imbrattato la strada e perfino i tavoli delle attività. Una lite fra spacciatori è la causa più probabile. 

"E' un problema che coinvolge tutti, residenti e commercianti. Ma ha delle radici molto precise - attacca il comitato - i fenomeni di criminalità violenta, cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, dipendono in larga misura da un atteggiamento gravemente lassista delle istituzioni, quelle precedenti, in particolare, ma non soltanto". Il concetto è che "quando si tollera che i vicoli della città siano immersi nell’urina, talvolta nelle feci; quando si lasciano i residenti, inermi, a contemplare il mercato dello spaccio e i sistematici e impuniti comportamenti di disturbo della quiete pubblica, queste sono inevitabilmente le conseguenze. Ssoltanto risolvendo il problema del degrado e garantendo la legalità si può sperare che la spirale di criminalità violenta si riduca". 

Il giudizio quindi è che "le strategie adottate non sono obiettivamente sufficienti". Insieme al Coordinamento dei comitati cittadini, Vendesi Vettovaglie insiste con le sue richieste. Soprattutto "un presidio fisso e dinamico interforze nella piazza, anche insieme alla Polizia Municipale. La presenza delle forze dell'ordine avrebbe effetti deterrenti rispetto ai comportamenti più gravi, come un accoltellamento sulla pubblica via. Se le risorse in termini di uomini e di mezzi non lo consentono, il Prefetto lo riconosca. I cittadini sapranno allora rivolgere le proprie istanze al Governo e, in particolare, al Ministro degli Interni, cui competono le decisioni in ordine alla distribuzione delle risorse". 

"L’Amministrazione Comunale, coordinandosi con Prefetto e Questura - conclude - come avviene in altre città, deve concentrare, nei prossimi mesi, i suoi maggiori sforzi nei controlli e nell’applicazione di sanzioni in relazione ai noti comportamenti di disturbo della quiete pubblica e che generano degrado. Non soltanto nei confronti degli esercizi commerciali ma anche degli utenti individuali. L’Assessore Pesciatini ha prospettato questa soluzione (sanzioni individuali, verso gli utenti): è ora di renderla concreta; lo chiediamo da tempo".    

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