Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Task force di volontari contro il degrado: le associazioni contestano l'accordo

Le associazioni dei professionisti dei Beni Culturali si schierano a Pisa contro l'accordo 'Salviamo il patrimonio artistico e monumentale dal degrado' siglato in Prefettura per far fronte alla situazione dei beni culturali cittadini

Le Associazioni professionali dei Beni Culturali contestano l'accordo tra il Comune di Pisa, la Soprintendenza ai Beni Architettonici, Paesaggistici Storici, Artistici e Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno e l'Associazione Amici dei Musei siglato il 3 febbraio scorso, che istituisce una Sezione specializzata di volontari di pronto intervento, delegata all'Associazione Amici dei Musei, come soluzione condivisa per il recupero e la manutenzione di molti monumenti della città e della provincia, vista la mancanza di risorse pubbliche.

Archeologi, restauratori, storici dell'arte, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, conservation scientists in un documento congiunto sottoscritto da ANA, Associazione culturale Artiglio, ARCH.I.M., GBeA, St.Art.I.M., Ragione del Restauro, esprimono sconcerto per la mancata convocazione delle Associazioni dei professionisti dei Beni Culturali al tavolo dell'accordo.
Tali associazioni, anche alla luce della recente legge 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini o Collegi), rappresentano gli specialisti del settore, che rischiano, sostengono, di essere fortemente penalizzati dalle forme di volontariato utilizzate in sostituzione delle prestazioni professionali.
A preoccupare inoltre la posizione favorevole dell'Università nei confronti dell'accordo. "Il compito principale dell'Università è quello di formare professionisti e specialisti qualificati che abbiano reali opportunità di lavoro - dicono dalle associazioni - non si comprende l'avallo di misure volte a sostituire le prestazioni professionali con quelle volontarie".

"Il ricorso al lavoro volontariato per sostenere i costi di manutenzione o gestione ordinaria del patrimonio culturale - affermano i responsabili toscani delle associazioni firmatarie - rischia di innescare una logica di gestione al ribasso, con conseguenze negative di lunga durata sulla qualità e sulle prospettive occupazionali del settore. Per questo facciamo appello al sindaco di Pisa e al prefetto, affinché vengano riformulati i termini dell'accordo, e che venga reso noto il quadro finanziario che ha indotto tale scelta".

"Chiediamo l'apertura di un tavolo di confronto permanente - concludono i firmatari - che comprenda le associazioni professionali e le forze civili interessate a salvaguardare il patrimonio monumentale della città e del suo territorio, per costruire politiche locali di lunga durata sostenibili per i Beni Culturali e per i professionisti che se ne occupano. E' necessaria una seria progettazione che valuti le effettive situazioni di degrado e sappia ricercare fondi adeguati, anche attraverso forme di crowdfunding o attingendo alle risorse europee, senza mortificare la qualificazione e le competenze degli specialisti del settore che quotidianamente operano in condizioni lavorative precarie e intermittenti".

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