Cronaca

Accorpamento 'Fascetti' e 'da Vinci', rischiano il lavoro almeno 10 persone: "Si tuteli l'occupazione"

E' la Rsu dell'Itis di via Contessa Matilde a lanciare l'allarme, chiedendo a Comune e Provincia di riesaminare la questione ed almeno impedire la riduzione di personale

Meno dipendenti e più lavoro. E' quello che accadrà con l'unificazione fra l'Itis Leonardo da Vinci e l'Ipsia Fascetti, secondo la rappresentanza sindacale del plesso di via Contessa Matilde. In una lettera aperta la Rsu denuncia che l'accorpamento "in base all’applicazione delle tabelle ministeriali, la perdita complessiva fra i due Istituti, di almeno 6 collaboratori scolastici e 4 amministrativi, nonostante un prevedibile aumento del carico di lavoro a causa della futura complessità di gestione, con una ricaduta negativa sia sulla regolarità dei servizi di gestione amministrativa e logistica dell'istituto che sulla necessaria vigilanza degli ambienti e degli studenti".

La nuova gestione è prevista a partire dal prossimo anno scolasitco. "Il personale dell'Itis - prosegue la missiva - rivendica il mantenimento della propria indipendenza e autonomia, dal momento che il proprio Istituto, a differenza dell'Ipsia Fascetti che ha subito una forte contrazione, ha un numero di iscritti stabile da molti anni di 800 studenti in media. Sebbene i due istituti manterranno la propria identità, rimanendo nelle rispettive sedi storiche, il suddetto accorpamento con una scuola evidentemente in decremento, comporterà problematiche che coinvolgeranno tutto il personale di entrambi gli istituti".

La riduzione di personale potrebbe interessare anche i docenti, in quanto si potrebbe verificare una "probabile razionalizzazione delle ore, in quanto la quasi totalità delle discipline sono comuni alle due scuole".

Ma i problemi sarebbero anche organizzativi: "E' già molto gravoso - scrive la Rsu - vigilare su un istituto come l'Itis, che si sviluppa su una superficie totale di 43mila metri quadrati, da parte dei 12 collaboratori scolastici attualmente in servizio, trattandosi di un Istituto polo-agenzia formativa, aperto 12 ore al giorno, che gestisce anche corsi post-diploma. Si tratta di accorpare due scuole di ordine diverso, un Istituto Tecnico e uno Professionale per il quale è prevista, a partire dal prossimo anno, una revisione delle competenze che saranno gestite a livello regionale, mentre per gli Istituti Tecnici la gestione rimarrà a livello ministeriale. Tutto questo comporterà ulteriori complicazioni di gestione dei due istituti accorpati".

Una fase di transizione e successiva gestione che richiede più impegno, in vista però di una riduzione di personale. Per questo i rappresentanti sindacali chiedono a Comune e Provincia di Pisa che "venga riesaminata con maggiore attenzione la situazione, a tutela non soltanto del personale interessato, ma anche degli studenti, sospendendo il frettoloso provvedimento, che non ha minimamente rispettato i tempi e le normative procedurali previste, non richiedendo neanche i pareri dei Collegi dei Docenti e dei Consigli di Istituto delle scuole coinvolte".

"In alternativa - concludono - si richiede all'Ufficio Scolastico Provinciale che, in deroga alle tabelle ministeriali, non si proceda ad alcuna diminuzione del personale, richiesta giustificata ampiamente dalla vastità dei locali interni, esterni e dei laboratori, che, con la suddetta paventata diminuzione non potranno assolutamente essere gestiti in maniera adeguata".

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