Acquedotto mediceo: la soprintendenza 'blinda' il bene

Avviata la procedura per il riconoscimento dell’interesse culturale dell’intero monumento: "Rappresenta una traccia caratterizzante il paesaggio pisano"

La Soprintendenza di Pisa ha avviato la procedura di verifica dell’interesse culturale dell’intero acquedotto mediceo. L'ente ha infatti notificato nei giorni scorsi ai comuni interessati (Pisa e San Giuliano Terme) l'avvio della procedura finalizzata alla salvaguardia del monumento. Una sorta di 'blindatura' del bene che nelle settimane scorse era finito al centro della cronaca cittadina e non per la proposta, contenuta nel programma di mandato del sindaco di Pisa, Michele Conti, di smontarne e rimontarne un pezzo per consentire il passaggio della tangenziale Nord-est.

La proposta: "Abbattiamone un pezzo per farci passare la tangenziale"

"Il monumento - scrive la soprintendenza - è un importante esempio di architettura idraulica di epoca medicea in Toscana. Esso inoltre rappresenta una traccia caratterizzante il paesaggio pisano, una sorta di 'monumento territoriale' che deve essere preservato nella sua continuità e dislocazione insieme agli edifici che ne costituiscono l’origine, la conclusione, le strutture di servizio, i sistemi di convogliamento idrico sparsi per la campagna fra Asciano e Pisa".

Al momento sono già tutelate alcune porzioni dell'acquedotto e la casa del fontaniere. In questo modo si è però avviato il riconoscimento di interesse culturale per vincolare ulteriormente il monumento. "Si tratta di un ottimo risultato per il patrimonio culturale italiano - afferma l'associazione Gruppo d’intervento giuridico - raggiunto anche grazie alla specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione provvedimenti inoltrata dalla nostra associazione riguardo l’incredibile quanto assurdo progetto del Comune di Pisa. Auspichiamo - conclude l'associazione - che il provvedimento di tutela dell’intero imponente monumento costituisca il primo passo per il suo restauro e la sua corretta valorizzazione. Un sicuro ulteriore richiamo anche sul piano turistico per la splendida città di Pisa".

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Commenti (9)

  • Il rispetto dei nostri beni architettonici è giusto. Qui però stiamo parlando di architettura non di funzione recuperabile parimenti con un semplice by pass in tubi interrato. A mio giudizio interrompere l'acquedotto per un piccolo trattò, struttura peraltro già interrotta in altri punti, non inficierebbe la bellezza della stessa anche in considerazione del fatto che le economie di spesa così realizzate potrebbero essere destinate al restauro della struttura.

  • Ma si, rendiamolo bene protetto e non tocchiamolo minimamente, e aspettiamo che qualcuno ci urti contro, rovinando sia la propria vita che il monumento stesso!

  • Adesso non hanno più scuse: la Soprintendenza se ne prenda cura e sistemi le parti cadenti.

    • La soprintendenza appone il vincolo di tutela, il proprietario esegue le opere per la conservazione del bene. Il proprietario è il Comune di Pisa.

  • Può essere trattato come una ferrovia, passandoci sotto. Il vantaggio, oltre che di tutela di un bene culturale (che non è solo di chi vive nel presente, ma anche dei posteri), anche di preservazione di un percorso ciclopedonale da Ghezzano ad Asciano molto frequentato e quindi socialmente rilevante. Aumentano sì i costi, ma per un risultato migliore.

  • In effetti le caratteristiche impalcature medievali non vanno toccate in alcun modo

    • condivido! la meravigliosa struttura di tubi innocenti arrugginiti lì da 20 anni deve essere tutelata dalla soprintendenza insieme a tutte le case abusivamente attaccate all'acquedotto.

    • In effetti le caratteristiche impalcature medievali non vanno toccate in alcun modo

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