Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca San Giusto / Via dell'Aeroporto

Aeroporti, scoppia la polemica: Pisa e Firenze 'retrocessi' in serie B

Ha provocato grande perplessità l'Atto di indirizzo per la definizione del Piano Nazionale per lo sviluppo Aeroportuale nel quale i due scali toscani non appaiono tra quelli considerati di rilevanza strategica a livello europeo

Pisa e Firenze, con i loro 6,35 milioni di passeggeri, rappresentano il quarto polo aeroportuale italiano dopo Roma, Milano e Venezia. Non appare quindi comprensibile che l’Atto di indirizzo per la definizione del Piano Nazionale per lo sviluppo Aeroportuale, licenziato ieri dal Ministero delle infrastrutture,
non inserisca i due aeroporti toscani nel 'core network', ovvero tra gli scali considerati di rilevanza strategica a livello UE in quanto pertinenti a città o nodi primari, inserendoli invece nella 'comprehensive network', dove si trovano gli impianti con movimenti superiori al milione di passeggeri all'anno e indispensabili ad assicurare la continuità territoriale.

E' quanto sostengono il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e quello di Firenze Matteo Renzi in una lettera inviata al responsabile del Dicastero, chiedendogli un incontro urgente per illustrare lo stato di attuazione del processo di integrazione delle società dei due
aeroporti toscani e di ammodernamento di quello di Firenze.

Una sorta dunque di retrocessione in serie B, come denuncia il consigliere regionale di Più Toscana Gian Luca Lazzeri, che proprio non va giù ai tre amministratori toscani.

I firmatari ricordano anche che nella proposta di Piano nazionale degli aeroporti, approvata dal cda dell'Enac nel febbraio 2012 e trasmessa al Ministero si inserivano gli aeroporti di Pisa e di Firenze tra gli aeroporti strategici nell’ambito del sistema aeroportuale italiano. La suddivisione degli aeroporti di interesse nazionale in aeroporti strategici e primari non appare invece nell’Atto di Indirizzo emanato ieri.
Questo porta al mancato riconoscimento del ruolo strategico degli aeroporti toscani nell’ambito del sistema aeroportuale nazionale: un dato che è invece attestato innanzitutto dai numeri e confermato dal processo in corso di costruzione di un sistema integrato regionale.

"Anzi - sottolineano i tre amministratori toscani - proprio il processo di integrazione tra i due aeroporti, che sta muovendo i suoi primi importantissimi passi, e il fatto che si sia in presenza di due società di gestione quotate in Borsa, con sistemi di governance mista (compresenza di capitali pubblici e privati), richiede particolare attenzione". Di qui le richiesta di mantenere e confermare il carattere strategico dei due aeroporti internazionali della Toscana e quella dell'incontro con il ministro.

GINA GIANI, AD DI SAT. "Così com'é l'atto di indirizzo sul piano nazionale degli aeroporti presenta delle ambiguità che auspico siano dissipate in fretta". Lo ha affermato Gina Giani, amministratore delegato di Sat, la società di gestione dello scalo pisano. "Pisa con i suoi 4,5 milioni di passeggeri - spiega Giani - è il sesto aeroporto regionale e insieme a Firenze, che vanta oltre un milione di passeggeri, costituisce il quarto polo aeroportuale italiano". I timori di Pisa riguardano soprattutto il fatto che la classificaizone che emerge nasconda in realtà il pericolo di una minore attenzione da parte dello Stato per il futuro. "Pisa insieme a Firenze - ha concluso Giani - era già definita aeroporto strategico dall'Enac nel piano nazionale degli aeroporti, quindi auspico che questo atto di indirizzo sia un punto di partenza sul quale ragionare per garantire un futuro prospero al nostro scalo e adeguati finanziamenti per continuare a crescere. Per questo vedo un'ambiguità che è necessario superare in fretta da parte del Governo".

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