Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Gagno

Africa Insieme e Rebeldìa: nel giorno della tragedia di Lampedusa la Croce Rossa taglia la luce ai profughi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Sono ancora davanti agli occhi di tutti le immagini e le voci del naufragio a Lampedusa: i cadaveri di adulti e bambini allineati sul molo, le lacrime dei soccorritori, il racconto dei sopravvissuti. È una tragedia senza precedenti, che chiama in causa la politica del nostro paese, e che impone un ripensamento complessivo delle scelte in materia di immigrazione e asilo.
Proprio mentre televisioni e social media diffondevano le drammatiche sequenze del naufragio, anche nella nostra città ci si interrogava sull’accaduto: il Consiglio Comunale discuteva se chiudere la seduta in segno di lutto, o se trasformarla in un momento di riflessione sull’accoglienza di migranti e profughi.

E’ in questo contesto che è avvenuto qualcosa di incredibile, giusto a poche centinaia di metri da Palazzo Gambacorti. Come noto, la nostra città ospita da diversi mesi un gruppo di migranti fuggiti dalla guerra di Libia. Si tratta di persone che due anni fa sono giunte a Lampedusa a bordo di imbarcazioni non molto diverse da quelle naufragate in queste ore. Persone che hanno rischiato la vita per arrivare in Italia, e che in qualche caso hanno visto morire i propri compagni di viaggio. Stiamo parlando degli ospiti del centro di accoglienza di Via Pietrasantina, inizialmente affidato alla Croce Rossa, ora autogestito dagli stessi migranti che vi abitano.

Con una sincronia decisamente di cattivo gusto, proprio nel giorno del naufragio di Lampedusa la Croce Rossa ha pensato di tagliare la fornitura di energia elettrica ai migranti del centro di Via Pietrasantina. A partire da ieri, questi ultimi non hanno più la luce, non possono utilizzare la cucina (gli unici fornelli disponibili erano quelli elettrici), e quando arriverà il freddo non potranno scaldarsi.

A quanto si apprende, la Croce Rossa non intende più sostenere le spese delle bollette. Eppure, i migranti si erano detti disponibili ad accollarsi le utenze, attingendo ai magri proventi del loro lavoro (attualmente, svolgono dei tirocini formativi da cui traggono un piccolo stipendio). Era proprio necessario tagliare da un giorno all'altro la fornitura e lasciare i profughi al freddo? Non si poteva prendere accordi sul pagamento delle bollette? Gli ospiti di Via Pietrasantina, transitati da Lampedusa e costretti a vivere in container ai margini della città, devono oggi subire anche questa umiliazione?
Restiamo increduli di fronte ad un comportamento così sbrigativo e arrogante, perpetrato da un’organizzazione –la Croce Rossa – che dovrebbe avere nel proprio DNA la solidarietà e l’attenzione alle persone più fragili.

Al tempo stesso, riteniamo che in questa piccola vicenda possano e debbano intervenire gli amministratori del Comune: l’accoglienza dei rifugiati è infatti, per legge e per buon senso, uno dei compiti delle comunità locali. E’ importante che i consiglieri, gli assessori e il Sindaco abbiano espresso il loro cordoglio per il naufragio di Lampedusa: oggi, chi ci amministra ha l’opportunità di compiere un gesto concreto per affermare una cultura dell’accoglienza e della solidarietà.
Ci si adoperi dunque per il ripristino immediato delle utenze, e si apra finalmente un tavolo di lavoro per individuare soluzioni abitative degne al piccolo gruppo di rifugiati ospiti di Via Pietrasantina. E’ quanto la nostra città può fare, concretamente e da subito. Sarebbe un piccolo passo avanti, e un esempio da dare alle altre città.

Associazione Africa Insieme
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