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Don Bosco, poliziotto aggredito da un detenuto: ferito

Solo l'intervento dei colleghi ha evitato il peggio. La UIL Polizia Penitenziaria chiede maggiori tutele per gli agenti

Ancora un poliziotto aggredito nel carcere di Pisa. A darne notizia è la segreteria provinciale della UIL Polizia Penitenziaria. “Ieri, 5 settembre, intorno alle 11, un detenuto di origine tunisina ha insultato e poi aggredito un agente di Polizia colpendolo al volto - denuncia il sindacato - solo il concomitante intervento di altri poliziotti ha scongiurato il peggio. Il collega, prontamente soccorso, si è recato in ospedale per le cure del caso. É stato poi dimesso con la prognosi di una settimana e con un presidio medicale per il trauma fisico riportato e le diverse contusioni”.  

"La questione da mettere al centro è la tutela degli agenti della Polizia Penitenziaria - sottolineano dalla UIL - la loro attività è dura, difficile, a contatto, 24 ore su 24, tutto l’anno, con situazioni anche a rischio per la loro incolumità, ma la Polizia Penitenziaria pisana continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento, purtroppo la Polizia Penitenziaria della Toscana è costantemente esposta a troppi rischi di questo tipo e per far fronte a queste criticità ci vorrebbe un'adeguata quantità di personale per favorire e promuovere l'osservazione e la rieducazione, garantendo allo stesso tempo l'ordine, la sicurezza e la tutela dei poliziotti".

“Se il carcere deve rieducare e tra le sue mura si registrano situazioni di violazioni delle regole di civile convivenza, c’è bisogno di mettere mano alla loro gestione-organizzazione - sostiene ancora la segreteria provinciale della UIL Polizia Penitenziaria - se le persone non rispettano le regole all’interno del carcere come si può pensare che lo facciano una volta scontata la pena? Prima del reinserimento sociale bisogna pensare a progetti di educazione intramurale. Quello avvenuto ieri è l'ennesimo episodio in cui è la Polizia Penitenziaria ad evitare situazioni critiche e questo sulla propria incolumità. Per queste ragioni facciamo appello come operatori di Polizia al servizio dello Stato affinchè siano adottate finalmente le misure idonee a far cessare il quotidiano e costante stato di pericolo in cui versano i poliziotti penitenziari all'interno del sistema penitenziario Italiano".

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