Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Pontedera, fu picchiata e rapinata: dopo un anno di indagini 19enne in manette

L'estate scorsa una donna di 67 anni fu aggredita da tre giovani in casa sua: legata e minacciata di morte venne derubata per più di 5mila euro. Dopo un anno è stato arrestato un 19enne mentre proseguono le indagini per gli altri due complici

Tutto ebbe inizio quando tre giovani, con uno strategemma, riuscirono a farsi aprire la porta di casa da una signora 67enne che viveva da sola in una villetta singola di Pontedera. La donna fu subito colpita e immobilizzata da uno dei tre che la tenne per la gola mentre gli altri due iniziavano a colpirla con calci e pugni facendole perdere i sensi. I rapinatori erano già certi che la signora vivesse da sola e fosse una 'facile preda' perché qualche giorno prima, spacciandosi per addetti ai volantini pubblicitari, avevano fatto un sopralluogo nella villetta.

Quando la donna  si riprese scoprì di essere legata a una sedia, i ragazzi continuavano a picchiarla barbaramente per farsi dire il luogo dove custodiva soldi e gioielli. Credendo di morire e per far cessare la ferocia degli aggressori, la donna indicò un cassetto dove teneva circa 5mila euro in contanti. Nonostante i tre rapinatori  si fossero impossesati dei soldi, continuarono a torturarla utilizzando anche alcuni utensili da cucina tra cui un mestolo d’acciaio e un grosso coltello con cui la minacciavano di morte. Dopo averle rubato altri soldi dalla borsa e dal libretto postale, apparentemente soddisfatti si sedettero per fumarsi delle sigarette.

Prima di lasciare la casa la minacciarono nuovamente di morte se solo avesse provato ad avvisare la Polizia. Anche se in condizioni di salute precarie la donna riuscì a slegarsi e togliersi il bavaglio, trascinandosi in strada attirò l'attenzione di un automobilista che avvisò 113 e 118. La Polizia raccolse le prime informazioni mentre il personale della Sezione Anticrimine e della Scientifica si recò nell’abitazione per cercare tracce utili nell'individuazione degli aggressori. La vittima fu accompagnata in ambulanza al Pronto Soccorso, in forte stato di shock e con lesioni multiple in diverse parti del corpo, rifiutò il ricovero per andare a stare dalla figlia nonostante il parere contrario dei medici.

Già dalla prima descrizione sommaria dei rapinatori, la Polizia iniziò una complessa indagine utilizzando anche i riscontri del sopralluogo della Scientifica, tra cui i mozziconi lasciati nella casa. Si individuarono alcuni sospetti: ex appartenenti a una baby-gang che, divenuti adulti, si dedicavano a rapine e spaccio di droga. Anche se ritenuti i probabili aggressori non furono identificati con certezza dalla donna.

Per dare una svolta alle indagini, su delega della Procura di Pisa, è stato effettuato l'accertamento del DNA sui mozziconi di sigaretta e il successivo riscontro sugli indagati che dava esito positivo per uno dei tre. È stata quindi richiesta un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un 19enne di Pontedera P.G, con molteplici precedenti alle spalle. Il ragazzo è stato arrestato e condotto in carcere mentre per gli altri due complici sono in corso ulteriori indagini.

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