Cronaca Pratale / Via San Giovanni Bosco

Aggressione nel carcere Don Bosco: protesta della Polizia Penitenziaria

La denuncia di Osapp e Uilpa Pisa con i propri rappresentanti Vetri e Di Matteo che sottolineano la difficoltà di lavorare nel penitenziario pisano

Si alza la protesta all'interno del carcere Don Bosco di Pisa dopo l'aggressione avvenuta lunedì ai danni di quattro agenti della Polizia Penitenziaria, colpiti con le stampelle da un detenuto. Da oggi, martedì 30 agosto, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Osapp e Uilpa di Pisa faranno sentire la loro voce iniziando con l'astensione dalla mensa.

"Una situazione allucinante, tanto più grave se si considera che il detenuto in questione, non nuovo a comportamenti violenti ed aggressivi anche in pregresse carcerazioni - dichiarano i rappresentanti provinciali di Osapp Alessio Vetri e Uil Polizia Penitenziaria Nicola Di Matteo - negli ultimi 20 giorni è stato protagonista di più eventi critici, quali ad esempio le continue minacce al personale di Polizia Penitenziaria; la settimana scorsa è stato trovato con un coltello rudimentale da lui costruito che, come da lui stesso detto, avrebbe piantato nello stomaco a tutti gli agenti che si avvicinavano a lui; durante una notte ha anche messo in atto gesti autolesionistici che gli sono costati 32 punti di sutura".

"A nulla è valso - proseguono Vetri e Di Matteo - l’intervento del Provveditore Regionale di qualche mese fa, a nulla è valso nemmeno l’aver scritto al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, a cui avevamo fatto presente che mentre il personale lavora in condizioni pressoché indegne, rischiando giornalmente la vita, ultimamente rischia pure di prendere rapporti disciplinari per mere negligenze in servizio. Una situazione insostenibile dove i vertici al Provveditorato ed al Dipartimento sembrano non riuscire a raccapezzarsi".
"La situazione a Pisa resta allarmante - affermano ancora i due rappresentanti sindacali - negli ultimi anni il numero dei detenuti sarà pure diminuito, ma i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcuna ragione. Eventi come quelli odierni sono purtroppo sempre più all’ordine del giorno e chi ne paga le conseguenze è sempre e solo la Polizia Penitenziaria. Augurando ai colleghi feriti una buona guarigione, esprimiamo loro piena solidarietà, ma con fermezza diciamo che queste aggressioni sono intollerabili e inaccettabili e che ad esse si deve dare una risposta decisa, in termini penali e disciplinari. Sicuramente servono strumenti anti aggressione (in primis l’eliminare le lamette, come già sperimentato in altre realtà), serve altresì una urgente rivisitazione dell'organizzazione del lavoro".
 

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