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Cronaca

Aggressioni agli operatori medici: 30 casi nel 2022 a Pisa, "fenomeno in aumento"

Resi noti i risultati di un'indagine Aoup in occasione di un recente convegno dedicato

Il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari risulta in aumento anche nell'Azienda ospedaliera universitaria pisana, come in altri ospedali italiani. E’ quanto è emerso ieri 10 marzo dal convegno 'Non più soli: analisi del fenomeno delle aggressioni in ambiente lavorativo con un Focus sulla dimensione di genere', promosso nell’ambito delle iniziative del Marzo delle donne dal Cug-Comitato unico di garanzia, dall’Osservatorio aziendale rischio aggressione, dalla Medicina preventiva del lavoro, in collaborazione con lo staff della Formazione aziendale. L'occasione è stata la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, istituita l’anno scorso il 12 marzo in tutta Italia.

L’indagine presentata, i cui dati sono stati analizzati alla presenza della Direzione aziendale, è stata condotta attraverso due diversi tipi di questionari: uno somministrato a tutti i dipendenti dell’Aoup (a cui hanno risposto circa 700 persone) e uno somministrato al personale del Pronto soccorso, al quale ha aderito il 70% degli operatori tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari (Oss). La fotografia che ne è emersa conferma la presenza del fenomeno anche in Aoup. L'azienda, dal 2019, assieme ai Rls-Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e il Rischio clinico aziendale, ha predisposto una specifica procedura da utilizzare per far emergere questi episodi, per poterli analizzare e monitorarne il numero e la gravità.

Dai dati raccolti nel 2020, il Pronto soccorso, come in altre realtà, risulta il luogo a maggior rischio di aggressioni, specialmente negli orari pomeridiani e notturni. Nel 2022, sono stati segnalati in Aoup 30 episodi di aggressione (di cui 5 al Pronto soccorso), 21 dei quali a carico di donne (13 infermiere, 4 oss e 3 medici). Il numero certamente potrebbe essere sottostimato rispetto alle dimensioni reali del fenomeno poiché non tutti gli episodi vengono ancora segnalati.

Sempre dall'analisi dei dati è emerso che tra le cause più comuni alla base di questi episodi spesso troviamo difetti di comunicazioni tra utente e operatore, tempi di attesa ritenuti troppo lunghi, mancanza di informazioni adeguate. Un'adeguata conoscenza delle cause è necessaria per implementare le azioni necessarie per prevenire e ridurre questo fenomeno, come ad esempio implementare al Pronto soccorso l'informazione con infografiche che illustrino i nuovi criteri di assegnazione della priorità di accesso (i numeri al posto dei colori) con relativa tempistica di presa in carico, pannelli luminosi che informino sia i pazienti sia i familiari sui tempi di attesa, in base all'afflusso di quelli in visita, tutte azioni già previste e in fase di adempimento.

Inoltre, per garantire una maggior sicurezza agli operatori, a breve sarà istituito anche un numero telefonico per il pronto intervento delle Guardie giurate in servizio in ospedale ed è in corso anche un confronto con la Prefettura e le Forze di Polizia per mettere a punto un protocollo operativo, come previsto dalla Legge 113/2020. In chiusura di convegno è intervenuta la consigliera di fiducia dell’Aoup che ha illustrato un focus sulla dimensione di genere di tale fenomeno.

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