Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Freddo: giù produzione di latte e uova, congelamento per le colture

A tracciare il quadro della situazione la Coldiretti Toscana che evidenzia difficoltà per l'agricoltura e per l'allevamento: aumentano le spese per riscaldare capannoni per gli animali e serre

Piante, colture e animali. Se il freddo polare di questi giorni infastidisce tutti gli italiani, sono inevitabili ripercussioni anche nell'agricoltura e nell'allevamento. A denunciare la situazione è Coldiretti Toscana che offre un quadro della situazione.

Per quanto riguarda le coltivazioni, cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio, broccoli e insalatine invernali sono le qualità a rischio "congelamento". Insieme a loro minacce anche per olivi e viti che mal sopportano un periodo di freddo così prolungato come quello che stiamo vivendo.
Secondo Coldiretti il pericolo principale si verifica quando la neve, caduta durante il giorno, si trasforma in acqua per effetto dell’innalzamento delle temperature per poi diventare ghiaccio la notte. “Un effetto che potrebbe provocare qualche danno alle produzioni - spiega Tulio Marcelli, Presidente Regionale Coldiretti - le coltivazioni a rischio sono soprattutto quelle in campo aperto. Nessun pericolo invece per i prodotti già raccolti da tempo come mele e pere nostrane che sono peraltro un ottimo alleato per affrontare il grande freddo”.

Caso a parte il florovivaismo in serra alle prese con il caro-gasolio. Un’azienda media (3mila metri di serra) dovrà sborsare, per mantenere livelli di produzione accettabili, tra i 7 e gli 8 mila euro in più al mese. “Chi produce in serra - analizzano da Coldiretti - sarà costretto a tenere i riscaldamenti accesi per più ore con un aggravio sui costi”. Qualche timore anche per le piante tradizionalmente “allevate” all’esterno come i limonium ed in generale tutte le piante tipiche del Mediterraneo: “A meno 15 non reggono”.
Ma il pericolo è in agguato anche per le piante che teniamo sulle terrazze come agrumi, bouganville, oleandri, olivi e fichi d’India. “Il brusco abbassamento delle temperature - spiega ancora Marcelli - può anche bruciarle”.

Ecco alcuni consigli da seguire per proteggere le piante che abbiamo sui nostri balconi:

- Portare le piante all’interno dell’abitazione
- Disporre le piante contro il muro, invece, che vicino alla ringhiera
- Metterle, laddove possibile, sul lato sud
- Collocarle a terra, dove hanno maggior calore, e non in alto
- Mettere uno strato di polistirolo sotto i vasi.
- Sistemare il vaso all’interno di un altro più grande utilizzando paglia sul fondo e trucioli di legno o altri materiali per riempiere l’intercapedine tra i due vasi
- Coprire le piante con tessuto non tessuto o, in alternativa, con un telo di plastica che impone però una gestione più attenta
- Tenere il terreno asciutto e innaffiare il meno possibile
- Non far ristagnare l’acqua nel sottovaso 
- Non potare le piante

Per quanto riguarda l'allevamento, il gelo ha costretto gli allevatori a svuotare completamente le condutture degli abbeveratoi per evitare che gelino e si spacchino oppure lasciano sempre un filo d’acqua in modo che il passaggio costante scongiuri la formazione di ghiaccio.
Al momento i problemi principali si verificano nella produzione di uova. In Toscana infatti gli allevamenti avicoli a terra stanno registrando un progressivo arresto della produzione di uova (siamo intorno al 10-20% in meno rispetto ad una settimana fa): le galline "stressate" dal freddo siberiano faticano a deporre le uova.
Qualche difficoltà economica in più rispetto a "normali" temperature invernali per gli allevamenti in gabbia nei quali i capannoni devono tenere una temperatura media di 18°-19° e dove c'è bisogno di un maggior utilizzo del riscaldamento per mantenere la giusta temperatura. “Man mano che la densità di allevamenti aumenta  - spiega Coldiretti Toscana - rallentano anche gli effetti del freddo: gli animali stanno vicino l’un l’altro e riescono a sopportare bene l’abbassamento delle temperature. A soffrire di più sono i piccoli allevamenti”.

Ma non sono gli unici effetti indesiderati del mix neve e gelo che ha colpito la Toscana: la produzione di latte da parte di mucche e pecore è calata nella misura del 30%, percorso inverso per i costi per l’alimentazione (granaglie, maie e cereali) che invece sono cresciuti del 30%. “Quando è freddo mucche, pecore, galline mangiano di più per mantenere le temperature accettabili - sottolinea ancora Coldiretti - ne consegue un aumento verticale del consumo di razioni giornaliere e quindi, anche di costi per le imprese”.

Le altre difficoltà sono state prodotte dal congelamento dei tubi, che rendono difficoltoso l’abbeveramento, e dal black out della corrente elettrica che in molte stalle hanno fatto saltare la mungitura. “L’agricoltura sta vivendo, in tutta la Toscana - spiega Tulio Marcelli, Presidente Regionale Coldiretti - forti disagi provocati dall’abbassamento delle temperature; siamo preoccupati per le condizioni meteo, date in peggioramento nei prossimi giorni, che potrebbero arrecare danni ben più gravi alle nostre campagna e alle nostre imprese. Se le temperature scendono ancora, e per un periodo prolungato, rischiano tutte le coltivazioni orticole di stagione”.

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