Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Al congresso regionale di ostetricia e ginecologia illustrato il percorso di diagnosi prenatale precoce strutturato all'Aoup

In oltre 10 anni effettuati a Pisa più di 14mila esami nel primo trimestre di gravidanza per prevedere anomalie fetali del nascituro

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Al recente corso di aggiornamento a Firenze sulla medicina fetale, dedicato allo screening delle anomalie del primo trimestre di gravidanza l’Aoup, con il Dr. Carlo Luchi (Unità operativa di Ostetricia e ginecologia I universitaria, diretta dal Prof. A.R. Genazzani), in veste anche di coordinatore regionale della Società italiana di Ostetricia e ginecologia, ha rappresentato l’esperienza pisana sulla diagnosi prenatale italiana, con oltre 14mila test diagnostici effettuati dal 2000 ad oggi, che hanno permesso di diagnosticare - grazie alle nuove tecnologie e soprattutto agli studi scientifici effettuati - un numero sempre maggiore di anomalie fetali in epoca precoce.

L’Aoup è stata una delle prime strutture ospedaliere in Italia ad interessarsi dello screening delle anomalie nel primo trimestre di gravidanza e l’attività del Dr. Luchi, insieme a quella del Dr. Patrizio Capriello, è stata proposta alla direzione aziendale, all’interno del percorso di medicina fetale, come percorso clinico-assistenziale già approvato dalla Regione e che sarebbe il primo, a livello internazionale, organizzato con modalità multidisciplinare. D’altronde oggi in letteratura, sia internazionale che nazionale, la maggior parte dei gruppi scientifici più importanti sta concentrando le forze sullo studio del primo trimestre dal momento che la maggior parte delle complicanze della gravidanza avvengono nel terzo trimestre. E si tratta, in alta percentuale, di complicanze non previste con la classica impostazione e modalità di follow-up odierno. L’importanza dello studio del primo trimestre risiede invece nel fatto che permette, in epoca precoce, la selezione di casi a rischio, che potranno essere seguiti presso strutture selezionate, con minori effetti sulla morbilità materno-fetale e con conseguente riduzione dei costi.

Altro aspetto fondamentale è stata l’organizzazione, in questi anni, di numerosi congressi sulla medicina fetale e la diagnosi prenatale, che ha riassegnato quindi all’ospedale di Pisa un ruolo primario nel settore.

 

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