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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Centro Storico / Via San Zeno

Verde in città, il Comune a Legambiente: "Quali alberi tagliare?"

Dopo il comunicato dell'associazione ambientalista sui troppi tagli di alberi a Pisa, l'amministrazione comunale risponde in una lettera nella quale si dimostra disponibile al dialogo con Legambiente

Una lettera di risposta alle perplessità di Legambiente sul taglio di molti alberi per la risistemazione delle mura cittadine. Così il Comune di Pisa, che ha pubblicato la lettera sul sito internet Pisainformaflash, ha chiarito la situazione, mostrandosi anche disponibile al dialogo con l'associazione ambientalista.

"L’abbattimento di una pianta non è mai cosa piacevole o che si può fare a cuor leggero - esordisce l'amministrazione comunale pisana -  proprio per questo il Comune non solo cerca di limitare il taglio ai casi strettamente necessari (malattie, pericolo, visibilità, danni  ….), ma è impegnato a promuovere un progetto generale per cui 'per ogni pianta ad alto fusto abbattuta ne sia ripiantata almeno un’altra',  non necessariamente nella stessa zona. Un’idea che ha cominciato a prendere forma proprio dal progetto Mura, grazie al quale saranno bonificati e destinati a parchi pubblici ben 3,5 ettari di terreni che finora erano abbandonati". "Il conto, alla fine, fra arbusti e alberi abbattuti e piantati sarà dunque, solo per il progetto Mura riferito all’area di San Zeno, di 65 a 165" precisa il Comune che sottolinea come alcuni interventi siano già diventati realtà. Ad esempio le baracche abusive, opera di privati, piene di rifiuti e coperte di lastre di eternit, sono state rimosse dall’area a ridosso della cinta muraria compresa fra Via San Francesco e la ex Marzotto, dove invece nascerà un parco pubblico di circa 3.500 metri quadrati, uno dei nuovi polmoni cittadini. Nella stessa area di San Zeno, sottolinea il Comune, si è deciso di conservare venti piante ad alto fusto (nove platani, cinque pioppi, quattro cipressi e due eucalipti) preesistenti che costituiranno parte della nuova vegetazione.

"Se in questa area, rispetto ad altre, è stato necessario - aggiunge l'amministrazione - un intervento di maggiore impatto sulla boscaglia preesistente è perché qui, come è noto ai residenti e frequentatori della zona, c’è stato per anni un allevamento vivaistico che ha lasciato su quei terreni circa venticinque alberi ad alto fusto a meno di mezzo metro dalla cinta muraria, ma anche un sesto d’impianto di circa quaranta piante ad una distanza compresa fra cinquanta centimetri e un metro e altre venticinque piante cresciute in ordine sparso che erano o addossate alle mura o a meno di mezzo metro di distanza. Una vegetazione, quindi, che non solo avrebbe ostacolato la fruizione visiva del monumento, ma capaci anche di danneggiarne la struttura delle mura".

La lettera pubblicata sul sito dell'ente comunale termina poi con una serie di interrogativi rivolti direttamente a Legambiente. "Le piante e gli alberi in città non vanno mai tagliati per nessun motivo oppure in alcuni casi si può fare? E in quali casi, secondo voi?" si domanda il Comune, portando l'esempio dei numerosi esemplari di piante che con le radici rovinano strade e marciapiedi.

"Anche in questi casi le piante non possono mai essere toccate oppure, invece, talvolta si potrebbe, magari prevedendo la loro sostituzione con specie dall’apparato radicale diverso e, quindi, meno dannoso per le superfici stradali e per i marciapiede percorsi dai cittadini? - conclude la lettera - su questo l’amministrazione sta lavorando con la facoltà di Agraria per definire quale sono le piante di alto fusto più coesistenti  per la città. Con lo spirito più piante, più verde in città con meno pericoli e meno danni. Voi cosa ne pensate? Di questo e di altro potremmo discutere insieme, se la cosa interessa".

 

 

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