Cronaca Centro Storico / Piazza dei Cavalieri

Piazza dei Cavalieri: la lettera di un giovane alla nostra redazione

Alessandro Valenza racconta come è cambiata Pisa da quando, 10 anni fa, ha deciso di abitare nella città della Torre: "Non è il Far West come vogliono farci credere, le accuse al normalista potrebbero segnarlo per sempre"

"Giorni difficili questi per Pisa. Giorni che non ti aspetti. Problemi su problemi con istituzioni e forze dell'ordine costrette agli straordinari per la difesa del patrimonio cittadino contro la minaccia studentesca. Sono dappertutto. Hanno infestato tutto. Secondo l'avvocato Silvia Batini si moltiplicano a milioni attraverso pratiche di sesso libero in Piazza dei Cavalieri, tra fiumi alcolici, fino alle 6 del mattino". A parlare è un ragazzo, Alessandro Valenza, deciso a raccontare la sua verità sulle presunte scorribande notturne nella zona di Piazza dei Cavalieri, dove i residenti protestano per un crescente degrado e per le ore di sonno ripetutamente perse. 

"Fermiamoci un attimo: le 6 del mattino? - prosegue Valenza in una lettera inviata alla redazione di Pisatoday - in questi giorni tantissimi sono intervenuti sulle vicende di Piazza dei Cavalieri. Ognuno ha dato una sua interpretazione dell'orario di chiusura delle demoniache e lussuriose attività giovanili. Ma mi domando: come fanno a sapere l'orario preciso di inizio ed interruzione di questi eventi senza essere presenti? Mi è stato insegnato che prima di intervenire bisogna documentarsi adeguatamente. Non si può uscire pubblicamente, riportando informazioni sentite qua e là". Poi in tono ironico precisa: "Già immagino la scena: i soliti 50 giovani in Piazza dei Cavalieri e tutti coloro che sono intervenuti pubblicamente (qualche centinaio di individui) lì ad osservarli. Paradossalmente si avrebbero più guardoni che giovani".

E poi via sul filo dei ricordi: "E allora provo a raccontare la mia esperienza nella terribile Pisa, città ricca di insidie, un Far West senza né leggi né Dio, dove la sicurezza è solo un ricordo vago nella memoria dei più anziani".

"Sono arrivato a Pisa quando avevo appena 18 anni - scrive Alessandro - ricordo che rimasi impressionato dalla bellezza delle strade piene di persone. Pensavo e mi dicevo: con tutta questa gente in giro la sera, in caso di bisogno qualcuno potrebbe aiutarti. Nel corso di questi 10 anni è cambiata la percezione dello studente e sono aumentati i pub, a cui vengono fornite delle licenze (da chi?). Gli studenti fuori sede sono aumentati e immettono nel circuito economico cittadino qualcosa come 12 milioni di euro al mese". "Senza di essi - sottolinea il giovane - Pisa morirebbe. Andrebbero ringraziati perchè garantiscono lavoro ai dipendenti dell'università, dell'aeroporto, del DSU, dei commercianti, del CPT e anche dell'edilizia. Contribuiscono all'innalzamento del livello culturale della città con spettacoli teatrali, cineforum e rassegne folkloristiche. E invece vengono attaccati ed etichettati come la causa del degrado e della mancanza di sicurezza".

"Normalmente esco nelle sere dei weekend, vado in centro, Borgo Stretto, Piazza Garibaldi, Piazza delle Vettovaglie e passeggio tranquillo fino all'una di notte. Poi mi avvio verso casa in zona Piazza Guerrazzi e lì cambia tutto. Strade buie, nessuno per strada, a parte qualcuno che passa rapidamente guardandosi in giro. In quei momenti non mi sento sicuro. Penso che sarebbe meglio se la strada fosse più illuminata e più affollata - spiega il giovane - poi rifletto e mi rendo conto che siamo a Pisa, non nel Far West, anche se qualcuno vorrebbe farcelo credere. Ma non è con lo scontro che si governano complessi processi sociali come quelli che stanno avvenendo a Pisa in questi giorni. Il rischio è che ci vada di mezzo un eccellente ed incensurato 25enne, rimasto 3 ore senza soccorso sanitario e legale, con accuse pesanti che potrebbero segnare per sempre il suo futuro".


"Non è questa la Pisa di 10 anni fa" conclude con un velo di amarezza Alessandro.

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