Cronaca

Allarme siccità: "Colture in gravi difficoltà. Servono accorgimenti quotidiani per eliminare sprechi"

Il presidente provinciale e regionale di Coldiretti Fabrizio Filippi illustra le misure che potrebbero portare giovamento all'agricoltura locale

Un raccolto di cereali tutto sommato soddisfacente, considerato il quadro climatico nel quale le colture sono state costrette a crescere. Difficoltà molto più marcate e diffuse invece per i campi coltivati a mais e girasole, così come per le olivete, con gli alberi che stanno perdendo repentinamente il carico a causa delle ondate di calore estremo che per tutto il mese di giugno si sono attestate costantemente sopra la media dei 30 gradi. A corredo di ciò, una gestione delle falde acquifere e dei piccoli e medi invasi destinati all'irrigazione che presenta falle di ogni tipo: strutturali e organizzative. Il presidente provinciale e regionale di Coldiretti, Fabrizio Filippi, sottolinea così le difficoltà degli agricoltori: "L'emergenza siccità non è più un problema contingente, legato ai mesi estivi. E' un nuovo fattore che è subentrato nella gestione delle colture, e come tale deve essere afffrontato con investimenti e soluzioni strutturali. Altrimenti i problemi sono destinati a crescere e aggravarsi".

La 'ricetta' per fronteggiare questa minaccia ai prodotti della terra è un connubio di piccoli accorgimenti e interventi istituzionali di più ampio respiro, secondo Filippi. "Partiamo dalla quotidianità di chi lavora nei campi: occorre applicare un'irrigazione a goccia, che consente di ridurre al minimo gli sprechi e mantiene alto il controllo della risorsa idrica impiegata. E dobbiamo necessariamente migliorare il sistema di trattenimento e raccolta dell'acqua piovana - prosegue il presidente di Coldiretti - non servono infrastrutture di chissà quale portata. Sarebbe sufficiente una manutenzione più accurata dei piccoli e medi invasi già esistenti, ai quali ne vanno aggiunti di nuovi".

E poi c'è la grande partita delle tubazioni attraverso cui scorre l'acqua potabile destinata all'uso domestico: "Sappiamo che una percentuale spropositata della risorsa idrica si perde lungo un percorso vecchio, costellato di perdite e spesso privo di controlli e manutenzioni - ammonisce Filippi - accanto a una gestione razionale dell'irrigazione in agricoltura, serve ammodernare anche il sistema di approvvigionamento domestico. Riducendo gli sprechi in entrambi i campi, avremmo dei vantaggi immediati in termini di scorte da sfruttare nei momenti di maggiore siccità". Questi interventi sono "di pertinenza delle istituzioni - continua Fabrizio Filippi - che devono comprenderne la necessità impellente. Un miglior sistema di distribuzione e approvigionamento idrico consentirebbe, infatti, di affrontare meglio anche i fenomeni atmosferici estremi, che purtroppo da diversi anni caratterizzano ciclicamente le stagioni".

Il presidente di Coldiretti si sofferma anche sulla strada intrapresa dalla Regione con la richiesta dello stato di emergenza: "E' un atto doveroso nei confronti di molti lavoratori e numerose aziende che devono scontare i danni maggiori provocati da siccità, precipitazioni violente e vento. Mi auguro che questa misura venga approvata in tempi brevi, burocrazia permettendo, così che i ristori possano essere erogati rapidamente. Perché le aziende ne hanno bisogno adesso. Soprattutto nella fascia meridionale della Toscana, storicamente più soggetta ai problemi della siccità. La zona settentrionale, in cui si trova la quasi totalità della provincia pisana, sta affrontando un po' meglio anche l'emergenza attuale".

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