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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Marina di Pisa

Amarindance organizza il primo 'One Billion Rising Revolution' a Marina di Pisa contro la violenza alle donne

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Domenica 14 Febbraio, come in altre migliaia di città nel mondo anche a Marina di Pisa si sono svolti due Flash mob, uno alle 14:00 in piazza Sardegna e l'altro alle 15:00 in piazza Gorgona . L'iniziativa è stata curata e organizzata dalla scuola di danza Amarindance di Marina di Pisa sotto la direzione dei maestri e coreografi Irene Cannata e Niccolò Gaggio, coppia sia nella danza che nella vita,che hanno deciso di prendere parte a questa iniziativa mondiale coinvolgendo il maggior numero di persone e organizzando tre eventi differenti nella città di Marina di Pisa. L'obiettivo comune era quello di manifestare danzando sulle note di Break the chain (spezza la catena) e dire basta alla violenza contro donne, bambini e anziani . "Abbiamo cercato di coinvolgere il maggior numero di persone sul litorale pisano insegnando la coreografia,parlando delle tematiche di One Billion rising e spiegando la traduzione della canzone non solo per gli allievi della nostra scuola di danza Amarindance ma anche per le persone esterne. Abbiamo ottenuto una grande partecipazione e sensibilità da parte delle persone che sono giunte anche da Pisa per unirsi a noi nella danza"raccontano i maestri "è stato molto emozionante danzare contemporaneamente in oltre 200 stati la stessa coreografia, con la stessa finalità e lo stesso messaggio da portare: spezziamo la catena della violenza per fare spazio all'amore, alla tolleranza e alla comprensione" Concludono Irene e Niccolò.

Molto importante è stato anche l'evento che si è svolto Mercoledì 10 Febbraio alle ore 10:30 all'interno della casa di riposo di Padre Agostino e ha visto come protagonisti della rivoluzione e della protesta gli anziani ospiti della casa di riposo :"Vogliamo lanciare un forte messaggio anche contro il maltrattamento delle persone anziane "raccontano Irene e Niccolò. "One Billion rising è dalla parte dei più deboli; abbiamo pensato come scuola di danza Amarindance di dare voce agli anziani per protestare contro i maltrattamenti che troppo spesso vedono come vittime anziani indifesi, incapaci di ribellarsi. La partecipazione e l'entusiasmo delle nonnine è stato contagioso, durante le prove siamo riusciti anche a farle stare in piedi ( cosa non da poco ). Naturalmente abbiamo riadattato movimenti molto semplici sulle note di Braek the chain e giorno dopo giorno si sono aggiunte nuove nonnine alle prove, loro che hanno già scritto un bel pezzo di storia vogliono continuare a scriverla, facendo la loro parte per un mondo migliore."concludono i due organizzatori.

ONE BILLION RISING REVOLUTION è un movimento globale, una rivoluzione che comincia dal corpo; è spontaneità e rumore, energia, ritmo di tamburi, per trasformare il dolore in potere, per affermare che ogni donna e ogni persona al mondo ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino.

Iniziata nel 2013 e diventata da subito la più grande manifestazione di massa della storia dell'umanità, ONE BILLION RISING rinnova alle donne e agli uomini di tutto il mondo l'appuntamento per il 14 febbraio 2016, il giorno di San Valentino: non fiori e cioccolatini, quindi, ma ancora una volta la testimonianza dell'impegno e della volontà profonda di fermare con ogni mezzo culturale, legale e civile la violenza sulle donne e sulle bambine.
ONE BILLION RISING nasce da un'idea della scrittrice statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day e autrice de I monologhi della vagina, partendo dalla sconvolgente statistica delle Nazioni Unite che stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita.
Questo significa un miliardo di donne e bambine.
Dopo l'exploit del 2013, nel 2014 e nel 2015 ONE BILLION RISING ha continuato la sua battaglia con un'adesione crescente a livello globale, aprendo un nuovo dibattito sui diritti, il razzismo, le disuguaglianze economiche e le guerre dichiarate sui corpi delle donne in tutto il mondo.

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