Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Arno in piena, il bacino del fiume resta saturo: non deve piovere di nuovo

Il vicesindaco con delega alla Protezione Civile Paolo Ghezzi ha analizzato le due emergenze del 31 gennaio e dell'11 febbraio. "Con nuovo maltempo saremmo di fronte ad un'altra situazione problematica; lo Scolmatore è stato fondamentale" ha detto

"Abbiamo passato la fase d'emergenza ma il bacino dell'Arno rimane saturo. Nei prossimi giorni è previsto sole, ma se dovesse tornare il maltempo avremo un'altra situazione di criticità". Ha fatto il punto dopo le due piene dell'Arno (31 gennaio e 11 febbraio) il vicesindaco del Comune di Pisa con delega alla Protezione Civile Paolo Ghezzi, che ha sottolineato che i panconcelli resteranno montati per tutto il mese di febbraio, per aspettare che i terreni si asciughino e i fossi scarichino l'acqua. Ha affermato poi che verrà fatta luce sul panconcello che martedì mattina mancava: "Controlleremo le registrazioni delle telecamere di sorveglianza urbana e se è stato sfilato da qualcuno e non è caduto in acqua da solo, lo denunceremo per attentato alla sicurezza pubblica".

Il vicesindaco ha poi analizzato le due emergenze, che sono state ben diverse l'una dall'altra. "Il 31 gennaio - ha spiegato Ghezzi - la Regione aveva dato un'allerta moderata, come ce ne sono 10 all'anno, e poi nella notte, solo grazie al monitoraggio costante della Protezione Civile comunale, ci siamo resi conto che sarebbe arrivata una piena importante. Non sapendo cosa aspettarci, in quel caso, abbiamo scelto nella notte di tenere chiusi scuole, uffici e strade e di montare i panconcelli il più in fretta possibile. Nel secondo caso, invece, la Regione aveva dato, il 9 febbraio, un'allerta elevata, come ne arrivano una ogni 4-5 anni. Ci siamo attivati subito. Poi il 10 febbraio, basandoci sui dati che parlavano di una piena inferiore al 31 gennaio, ci siamo rassicurati, ma nella notte le previsioni sono peggiorate e abbiamo deciso di rinforzare i panconcelli con i sacchi di sabbia. Dato che poi le previsioni ci dicevano di un'onda simile a quella del 31 gennaio, che era arrivata a livello del camminamento, abbiamo capito che la vita in città poteva proseguire regolarmente".

Il vicesindaco Paolo Ghezzi ha infine evidenziato la grande importanza del Canale Scolmatore che ha salvato in qualche modo la città di Pisa. "Ha funzionato a 400 (11 febbraio) e 600 (31 gennaio) metri cubi al secondo, ma è nato per portarne 1.400. Siccome esistono già oltre 50 milioni di euro di finanziamenti per potenziarlo, chiediamo alla Provincia, responsabile del procedimento, di accelerare le procedure".

Per gestire l'emergenza sono stati impiegati 40 agenti della Polizia Municipale, 15 coordinatori reperibili del Comune di Pisa, 70 volontari, 20 mezzi di volontariato
oltre all’impiego di Croce Rossa, Misericordia, Pubblica Assistenza, Palp e Anpas. Sono state preattivate anche Cisom, Legambiente, SWRTT (Swift Water Rescue Team Toscana), ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato), SOS (Squadra Operativa Soccorso), Fiamme Gialle Toscana, pronte a mettere a disposizione, come richiesto dal 118 Pisa e dalla Società della Salute, mezzi e personale per attività di evacuazione delle persone residenti nella fascia rossa che necessitavano di assistenza sanitaria.

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