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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Pontedera / Corso Matteotti

Pontedera: stabilite le aperture domenicali dei negozi per il 2012

In totale i negozi staranno aperti per 15 domeniche alle quali vanno ad aggiungersi quelle del mese di dicembre. Contrario alla liberalizzazione degli orari del commercio il sindaco Simone Millozzi

Anche nel 2012 le domeniche di apertura dei negozi a Pontedera saranno 15. E’ ciò che è stato deciso dall’incontro in Comune a Pontedera, alla presenza anche dell’assessore alle attività produttive Stefano Tognarelli, di concerto con le organizzazioni dei lavoratori, dei commercianti e dei consumatori.

Come negli anni passati è stato stilato il calendario delle aperture festive che quest’anno saranno: il 6 e l’8 gennaio, il 12 febbraio, l’11 e il 25 marzo, il primo aprile, il 13 maggio, il 10 giugno, l’8 luglio, il 9 settembre, il 14 e il 28 ottobre, l’11 e il 25 novembre. A queste 14 date si aggiungerà in seguito una domenica di apertura in occasione di eventi speciali legati al territorio. Va ricordato anche che tutte le domeniche di dicembre i negozi potranno rimanere aperti.

Questo calendario è inserito nella ordinanza che il sindaco ha firmato.
Il calendario assume un rilievo particolare in questo momento visto le recenti norme del Governo in materia di “liberalizzazione” del commercio.

In tal senso il sindaco di Pontedera Simone Millozzi ha dichiarato:

"In linea con le considerazioni della Regione Toscana e del presidente Enrico Rossi anche noi riteniamo che la cosiddetta “liberalizzazione” totale e selvaggia degli orari e delle aperture non sia un provvedimento utile. Rendere ancora più libero il commercio non significa renderlo selvaggio e senza alcuna regola. Il mondo del commercio è un mondo che è già completamente “sul mercato”, non si tratta di un settore che oggi gode di particolari agevolazioni o di privilegi corporativi. E già oggi il cittadino è libero di rivolgersi a chi vuole. Per quanto riguarda orari e aperture non si può far finta di non vedere che oltre alle esigenze dei consumatori, occorre tener conto anche di quelle delle famiglie, dei lavoratori, della vivibilità delle città, della identità e, perché no, dei valori. Con la liberalizzazione selvaggia si metterebbe a rischio una vasta rete di piccoli esercizi commerciali che sarebbero tagliati fuori e a rischio chiusura penalizzando i centri commerciali naturali come il nostro che fanno della qualità del commercio e della vivibilità del territorio i propri valori irrinunciabili. Occorre trovare un giusto e corretto equilibrio tra gli spazi e le opportunità della grande distribuzione e il ruolo sociale svolto dalla dai negozi di vicinato. Non è con il consumismo onnivoro che si risolvono i problemi di un Paese che anzi sta cercando di rispondere alla crisi eliminando, necessariamente, il superfluo”

Il sindaco conclude: “La capacità di spesa manca perché manca il lavoro, aumenta la disoccupazione e ci sono meno soldi nelle tasche degli italiani. In questo senso occorrerebbe indirizzare gli sforzi di una politica responsabile. Più che dell’ampliamento degli orari e delle aperture dunque c’è bisogno di maggiore benessere e soprattutto di maggiore equità sociale. Questa è la vera liberalizzazione che serve. A Pontedera la nostra ordinanza tiene conto di tutto questo”.

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