Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Apertura kebab, Confcommercio: "Compromessa l'immagine del centro storico"

L'associazione di categoria esprime il proprio dissenso dopo la notizia dell'apertura di nuovi locali e sprona l'amministrazione comunale, al di là dei limiti imposti dalla libera concorrenza, a intervenire con una programmazione delle nuove aperture

La notizia dell'apertura di due nuovi kebab in centro a Pisa non trova accoglienza positiva da parte di Confcommercio Pisa che interviene dopo le precisazioni dell'amministrazione comunale sull'impossibilità di decidere sulle aperture di esercizi di somministrazione di cibi e bevande.
“Crediamo che l'amministrazione comunale - afferma Federica Grassini, presidente di Confcommercio - al di là dei limiti imposti dalla normativa vigente sulla libera concorrenza, potrebbe intervenire attraverso atti di programmazione specifici in materia di disciplina del commercio, proprio per tutelare l'identità del nostro centro storico. Sono anni che ci battiamo su questo tema, ci sono esempi di città che hanno assunto provvedimenti simili, a Pisa questo non è mai stato fatto. Evidentemente è mancata la volontà per operare in questa direzione, ma noi crediamo che non sia troppo tardi per intervenire efficacemente".

Alessandro Trolese, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, commenta: “E' questo il segnale e la conferma del progressivo decadimento dell'identità del centro storico di Pisa. Mentre i negozi e i pubblici esercizi tradizionali chiudono uno dopo l'altro, proliferano una serie di attività che con la nostra tradizione non c'entrano nulla. Ci riempiamo la bocca con il decoro e la riqualificazione del commercio tradizionale, imponiamo prescrizioni minuziose al limite del cervellotico e poi, nessuna limitazione di carattere mercelogico è imposta per le nuove aperture in centro storico”. Alessandro Trolese punta l'indice anche contro i sempre più numerosi minimarket: “Spuntano come funghi praticamente ovunque in città, non si capisce attraverso quali finanziamenti, se è vero che attività pluridecennali sono costrette a chiudere. I minimarket non rispettano regole, normative sanitarie né orari di apertura, alimentano un mercato degli alcolici totalmente fuori controllo. E' presso i minimarket che si riforniscono i venditori abusivi di strada degli alcolici, veri e propri spacciatori di alcool nelle notti pisane. La situazione così è davvero insostenibile e noi imprenditori ci faremo in prima persona i promotori di qualche nuova iniziativa di sensibilizzazione”.

A richiamare l'attenzione sulla necessità di una nuova pianificazione è Enrico Guardati, presidente Fipe ConfcommercioPisa: “Per evitare la perdita totale della fisionomia dei centri storici è necessario un minimo di pianificazione delle aperture, altrimenti si rischia solo di fare il gioco di avventurieri che non hanno nulla da perdere. La chiusura di una attività storica è una perdita irreparabile per la città”.

Infine, per Massimo Rutinelli, presidente del Centro storico, “i kebab compromettono fortemente l'immagine della ristorazione locale, cambiano continuamente gestione e sono carenti sotto il profilo del rispetto delle normative igienico sanitarie e della regolarità contributiva delle stesse”.

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