Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Reggia di Caserta, appalti a ditte 'amiche': tra gli indagati anche la sovrintendente di Pisa

L'architetto all'epoca dei fatti, dal 2010 al 2013, era alla guida della Sovrintendenza di Caserta e Benevento. Secondo gli inquirenti i lavori venivano affidati a ditte ben precise evitando le gare pubbliche che avrebbero garantito trasparenza

C'è anche l'attuale sovrintendente di Pisa tra i sei indagati per appalti considerati irregolari per lavori alla Reggia di Caserta. Ai sei indagati, tutti accusati, tranne uno accusato di furto, di turbativa d'asta e falsità materiale e ideologica  sono stati notificati in questi giorni dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere gli avvisi di chiusura indagine. Secondo la Procura dal 2010 al 2013 alla Reggia di Caserta sono stati affidati appalti per svariati milioni di euro per quasi tutti i lavori (alcuni molto rilevanti come quelli relativi alla manutenzione di impianti e all'installazione dei tornelli all'ingresso principale) ad un numero ristretto di ditte 'amiche', grazie al ricorso costante e illegittimo al requisito della 'somma urgenza', laddove sarebbero servite a tutela della concorrenza procedure trasparenti come le gare pubbliche. L'attuale sovrintendente di Pisa all'epoca dei fatti era appunto alla guida della Sovrintendenza di Caserta e Benevento.

Secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, il sistema di affidamento era semplice: gli indagati procedevano prima all'artificioso frazionamento dei lavori di rilevante entità economica, anche attraverso false perizie, in modo da far figurare invece dell'unico lavoro più prestazioni di entità inferiore alla soglia di legge che obbliga a procedere a gare ad evidenza pubblica. Una volta operato il frazionamento, veniva falsamente attestata la somma urgenza e si procedeva così all'affidamento diretto alle ditte 'amiche'.

Dopo la notifica degli avvisi di chiusura delle indagini, gli indagati hanno a disposizione 20 giorni per chiedere di essere ascoltati dai pm. Alla scadenza del termine, i sostituti procuratori potranno formalizzare le richieste di rinvio a giudizio.


 

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