Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Indagine di Libera Pisa sugli appalti pubblici: "Trasparenza insufficiente"

Nel maggio 2013 iniziò il monitoraggio sugli appalti del Comune e delle partecipate contro la corruzione. Il giudizio a distanza di 3 anni è negativo

Don Ciotti di Libera nell'inaugurazione della edicola in centro nel giugno 2014

Il Comune di Pisa non è stato attivo come avrebbe dovuto nell'applicazione degli 'Impegni di legalità' assunti in campagna elettorale. La valutazione è fatta dall'associazione Libera, che a distanza di 3 anni dal maggio 2013 torna sulla campagna anti-corruzione avviata all'epoca delle ultime elezioni amministrative, dove invitò i candidati ad assumere provvedimenti da attuare nel programma di governo in caso di vittoria.

"Superata la metà del mandato della Giunta guidata dal Sindaco Marco Filippeschi, Libera Pisa - scrive l'associazione - dà conto dei risultati del monitoraggio effettuato al 29/02/2016, per informare la cittadinanza dell'attività fin qui svolta dall'amministrazione comunale di Pisa in merito all'attuazione di quegli 'impegni di legalità' assunti in campagna elettorale". 

Si tratta nello specifico dei settori 'Appalti e subappalti' e 'Codice etico'. Il primo riguarda la previsione di "un sistema informativo che assicuri il continuo monitoraggio degli interventi programmati dal Comune, dalle Società Partecipate, integrato con le informazioni sulle opere pubbliche a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Informazioni sui subappalti da porre anche sui cartelli di cantiere a norma di legge". Il secondo invece sulla "Carta di Pisa, oggi Carta di Avviso Pubblico, ed attuazione di tutti gli impegni di trasparenza ed etica pubblica in essa contenuti". 

C'erano anche altri 2 impegni, 'Slot Machine e Ludopatia' e 'Protocollo per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni malavitose nel settore del commercio e nelle attività imprenditoriali'. Questi non sono stati monitorati "in quanto non di esclusiva competenza comunale e per intervenute modifiche legislative che non consentono di stilare un riscontro completo e obbiettivo".

Libera Pisa specifica che lo scopo della sua indagine non è politica, bensì "esercitare con senso di responsabilità un ruolo costruttivo di osservazione critica e di sollecitazione civile", per avere una "risposta di prevenzione rispetto a segnali esterni che in questi anni si sono moltiplicati, aumentando le preoccupazioni sull'integrità del nostro territorio".

I RISULTATI. Libera ha eseguito il monitoraggio sin dal 2013, intensificandolo negli ultimi 6 mesi con la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc, il quale ha analizzato i siti internet del Comune e delle Società Partecipate per verificare il rispetto di tutti gli impegni richiesti.

APPALTI. "Ad oggi il giudizio di Libera sulla trasparenza relativa al sistema informativo nel settore degli appalti pubblici è insufficiente. A partire dal Comune di Pisa, per arrivare alla più grave situazione delle Società Partecipate, è carente, se non spesso addirittura inesistente, la pubblicazione dei dati sugli appalti, sui subappaltatori autorizzati e sulle opere pubbliche realizzate dai privati a scomputo degli oneri di urbanizzazione". 

"Solo il sito del Comune di Pisa - continua la nota di Libera - presenta una piattaforma di ricerca degli appalti,che non è comprensiva degli appalti delle Partecipate, grave ad esempio a questo proposito la situazione di trasparenza relativa al sistema informativo di Pisamo e Navicelli. Analizzando le schede dei 32 maggiori appalti degli ultimi 3 anni, solo il 9% di esse è completo. Il 37% delle schede risulta quasi completamente privo di informazioni. I dati sulle opere pubbliche realizzate dai privati a scomputo del pagamento degli oneri di urbanizzazione sono aggiornati a 16 mesi fa e non sono completi delle informazioni sulle imprese realizzatrici, né tantomeno è pubblico un documento di collaudo delle opere stesse".

CODICE ETICO. Migliore l'esito della verifica sull'attuazione di alcuni aspetti della Carta di Pisa circa la pubblicazione online dei curricula, dei redditi, del documento di corrispondenza tra obiettivi e risultati, nonché delle informazioni sulle attività professionali svolte e sugli incarichi ricevuti. Si parla di un'attuazione completata al 70% circa.

"La firma del Sindaco sulla Carta di Pisa - scrive Libera - ne obbliga al rispetto anche tutti gli assessori e tutte le figure nominate politicamente nelle Società Partecipate. Non è chiaro però quanti siano i nominati politici, in quanto i dati non sono facilmente fruibili come richiesto e non esiste un quadro complessivo. Dunque Libera ha monitorato il Sindaco, gli Assessori ed i principali amministratori delle più importati Società Partecipate (16 persone)". 

"La trasparenza è invece quasi del tutto assente se si intende conoscere i requisiti di selezione delle figure politico/tecniche, le fonti di finanziamento politico, le appartenenze associative e i potenziali conflitti di interessi dei propri amministratori".

L'associazione fondata da Don Ciotti richiama quindi le forze politiche "affinché ciascuna nell'alveo dei propri ruoli istituzionali siano pro-attive nella pianificazione e nell'attuazione di scelte di trasparenza nel settore degli appalti ed in quello dell'etica politica. I 4 impegni furono unanimemente e trasversalmente assunti in campagna elettorale anche da tutte le attuali forze politiche di opposizione".

Ecco quindi l'invito a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione a sottoscrivere la Carta di Avviso Pubblico ed a coinvolgere attivamente la cittadinanza mediante la trasparenza degli atti amministrativi e la pubblicazione del proprio profilo politico.

"Libera - conclude la nota - si impegna a continuare il monitoraggio sul Comune di Pisa (Amministrazione e Consiglio) con la puntualità, l'obbiettività ed il rigore che le competono; si impegna altresì a creare degli strumenti per replicare questo tipo di attività anche presso altre amministrazioni locali del territorio provinciale, affinché ciascun cittadino possa concorrere a fianco delle Istituzioni nella prevenzione della corruzione e dell'infiltrazione criminale, esercitando il proprio diritto di cittadinanza attiva".

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