Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Appello alle Istituzioni contro il femminicidio: lettera aperta del Coordinamento donne CGIL Pisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Non basta piu' dolore e  rabbia per manifestare  tutta l'indignazione possibile contro l'uccisione di un'altra  donna da parte di un uomo.

Cristina, l'ultima vittima di una lunghissima serie,una donna in carne ed ossa uccisa in maniera brutale da  un ex marito convinto, in questo modo, di cancellarne l'immagine di donna libera, forte in grado di scegliere il proprio destino, padrona della propria vita.

La forza e la determinazione delle donne fa paura non solo non è accettata ma deve essere repressa!Questo è il cuore vero del femminicidio, un termine che indica  una  violenza estrema da parte dell’uomo contro la donna «perché donna». In Italia i numeri sono drammatici ed in aumento: muore di violenza maschile una donna ogni due tre giorni.

E potremmo anche interrogarci a lungo, noi donne della CGIL, su che tipo di uomo è quello  incapace di costruire relazioni  al di fuori della sopraffazione, della violenza e della morte, quello cioè non più in grado di costruire relazioni basate su rispetto e condivisione; certamente, non è più un uomo  ma solo un concentrato di mediocrità e vigliaccheria al servizio di istinto, rabbia e violenza.

Cristina, un'altra donna che non ha avuto paura di denunciare le violenze ma che non ha  avuto, da parte delle istituzioni, la stessa determinazione nel garantire un sistema di protezione  utile.

A noi donne della CGIL, non servono e bastano piu' le riflessione posteriori, sopratutto da parte di chi  prima di ogni altra cosa dovrebbe comunque solo interrogarsi e chiare il capo per questa  “ennesima morte annunciata”. La burocrazia qualche volta  non  è solo inutile  ma può diventare  addirittura  pericolosa  perché, espone a maggiori rischi e ritorsioni, chi denuncia.

Le poche risposte che fino ad oggi sono state date, arrivano  principalmente dalle associazioni di volontariato costituite dalle donne stesse e alle quali tanto dobbiamo perché , da sole e senza forme stabili di finanziamento e  normative di riferimento, hanno cercato ,in questi anni, di dare sostegno e accoglienza  alle tante donne in difficoltà.

Tutto questo non è più tollerabile, noi donne della CGIL,  vogliamo che lo stato, la politica e le istituzioni, ognuna per le proprie competenze, siamo promotrici di iniziative adeguate ma sopratutto concrete, al fine di prevenire  qualsiasi forma di violenza.

Coordinamento donne della CGIL

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