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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Centro Storico / Lungarno Galileo Galilei

La città si rifà il look: approvato il piano per la ricostruzione del rudere sul lungarno Galilei

La giunta dà il via libera al progetto denominato 'I tre palazzi': verrà riqualificato quello che per tutti i pisani è il 'rudere Pampana'

La giunta comunale nella seduta di venerdì 3 marzo ha approvato l’adozione del piano di recupero di iniziativa privata denominato 'I tre palazzi', finalizzato alla ricostruzione del rudere dell’immobile che si trova alla fine di lungarno Galilei, a confine del Giardino Scotto, bombardato durante le seconda guerra mondiale. Ad annunciare la novità davanti al rudere del palazzo il sindaco di Pisa Michele Conti, l’assessore a urbanistica e mobilità Massimo Dringoli, insieme a rappresentanti della proprietà, tra cui Silvia Pampana, e l’architetto Panichi che ha curato il piano di recupero.

"Finalmente oggi risaniamo una ferita storica per Pisa, rimasta aperta per quasi 80 anni - dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti - che ha segnato dal dopoguerra ad oggi la bellezza dei nostri lungarni cittadini. Grazie ad un lavoro paziente portato avanti dall’amministrazione comunale, con oggi avviamo l’iter urbanistico che porterà alla riqualificazione dell’immobile privato, l’unico edificio rimasto ancora rudere in città dai bombardamenti subiti a Pisa nella seconda guerra mondiale. Con questo atto iniziamo il percorso che metterà il proprietario in condizione di intervenire, ponendo fine alla situazione di degrado che continuava a minare da così lungo tempo quest’ultimo tratto di lungarno".

"Come già stiamo facendo in zona stazione con l’intervento in corso di rigenerazione urbana e con l’acquisto di un fondo commerciale in viale Gramsci per riqualificare l’offerta commerciale - prosegue il sindaco - la nostra azione amministrativa sta applicando un esempio virtuoso che può portare i privati a seguire l’amministrazione sulla buona strada. Siamo convinti che il decoro porti decoro e il degrado favorisca invece fenomeni di abbandono e incuria. Per questo anche qui sul lungarno, dove gli enti pubblici come il Comune con Palazzo Pretorio e l’Università di Pisa con il palazzo del Rettorato hanno dato il buon esempio ristrutturando i propri edifici, si può innescare un meccanismo virtuoso che porta i privati a proseguire e amplificare l’operazione di riqualificazione di parti della città".

"L’atto approvato in giunta - spiega l’assessore a urbanistica e mobilità Massimo Dringoli - costituisce l’inizio del procedimento urbanistico che porterà ad eliminare l’ultima area occupata a Pisa da ruderi bellici. Si tratta di ricostruire, sulla base dei criteri fissati dalla Soprintendenza che si rifanno all’aspetto del palazzo prima della guerra, la parte che era stata distrutta che faceva parte del complesso de 'I tre palazzi', costruiti sul lato nord del Giardino Scotto. Sono previste 17 abitazioni e 4 studi professionali, oltre a un interrato storico che è vincolato e che faceva parte del Bastione del Sangallo. Per arrivare a questo risultato è stato necessario passare da una conferenza dei servizi, che ha rilevato che dal punto di vista paesaggistico l’area costituisce un comparto urbanistico a sé stante, e quindi dall’approvazione in seno alla commissione paesaggio del Comune".

"Grazie al lungo lavoro di intermediazione che ha visto impegnata l’amministrazione - prosegue l’assessore - siamo riusciti a convincere il proprietario dell’area a presentare un piano di recupero che si limitasse alla ricostruzione della parte del fabbricato che si affaccia sul lungarno, concordando con la Soprintendenza l’aspetto paesaggistico della ricostruzione e rinunciando a costruire nell’area retrostante di via Bovio, dove verranno previsti parcheggi pertinenziali. In questo modo inoltre il Comune otterrà la cessione di un’area che verrà adibita a parcheggio pubblico con 20 posti auto, che saranno a disposizione del quartiere di San Martino, in aggiunta ai parcheggi pertinenziali. La giunta comunale ieri ha approvato l’adozione del piano di recupero: adesso ci saranno 30 giorni per presentare le osservazioni, come per tutti i pani di recupero. Dopo verranno controdedotte le osservazioni e quindi verrà approvato. A quel punto il proprietario potrà presentare il permesso a costruire e partire con l’intervento di ricostruzione".

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