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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

La città riannoda il filo delle tradizioni: riprendono le celebrazioni del Capodanno pisano

Dopo due anni di stop imposti dalla pandemia, il 24 e il 25 marzo Pisa festeggerà l'ingresso nel 2023 con quattro appuntamenti

Pisa e le sue tradizioni storiche: un binomio legato in maniera indissolubile, che scandisce la vita della città e dei suoi residenti da marzo fino alla fine del mese di giugno. Questo filo che parte nel presente e si riannoda con forza a tutte le celebrazioni e alle manifestazioni popolari nate nel Medioevo, l'epoca in cui la città si era attestata come una delle massime potenze del bacino del Mediterraneo, è stato reciso negli ultimi due anni dalla pandemia. "Dopo questa sosta forzata siamo entusiasti e orgogliosi di riprendere là dove avevamo lasciato: celebriamo il Capodanno in stile pisano con l'auspicio che possa essere il momento di vera rinascita della città, del suo territorio e della sua gente dopo un periodo veramente complesso e complicato per tutti". Con queste parole l'assessore alle Tradizioni storiche Filippo Bedini introduce il programma degli appuntamenti organizzati dal Comune, in collaborazione con altri soggetti, che accompagneranno Pisa nel 2023.

"Tutti sappiamo che Pisa, nel Medioevo, seguiva il calendario 'ab incarnatione Christi' - spiega Bedini -. Vale a dire il passaggio nel nuovo anno avveniva il 25 marzo, giorno dell'annunciazione alla Madonna: nove mesi prima del Natale. Il primo documento datato in 'Stile Pisano' risale al 985. Da quel momento Pisa e i suoi territori hanno fissato l'ingresso nel nuovo anno al 25 marzo, anticipando così l'arrivo del nuovo anno e costituendo un unicum nella penisola italiana. Questa datazione è durata fino al 20 novembre 1749, quando il granduca di Toscana Francesco I di Lorena stabilì che tutti gli stati toscani sotto il suo controllo, avrebbero dovuto segnare l'inizio del 1750 il primo gennaio, uniformandosi così al calendario gregoriano". Negli anni '80 dello scorso secolo la città ha riscoperto questa tradizione e da allora il Capodanno in stile pisano è tornato a far parlare di sé e a essere celebrato.

Quattro appuntamenti per festeggiare il 2023

Il passaggio dal 2022 al 2023 sarà scandito da quattro appuntamenti spalmati su giovedì 24 e venerdì 25 marzo. Il primo degli eventi organizzato dall'amministrazione è fissato alle ore 17 di giovedì 24 marzo: nell'atrio di Palazzo Gambacorti verrà inaugurato il plastico restaurato degli Arsenali Repubblicani. L'opera venne realizzata nel 2003 in occasione della mostra 'Pisa e il Mediterraneo': "Il restauro è stato finanziato dalla Fondazione Pisa - commenta l'assessore Bedini - durante l'incontro ci saranno gli interventi di Francesco Capecchi, della professoressa Gabriella Garzella e dell'architetto Roberto Masini". In serata, dalle 21, la sede delle celebrazioni si sposterà al Teatro Verdi. "Prima premieremo le associazioni pisane che si occupano delle tradizioni e dell'identità della città con l'evento 'Pisa entra nel 2023' - prosegue Filippo Bedini - a seguire potremo assistere allo spettacolo teatrale 'Le follie del Capodanno pisano'". L'ingresso al teatro è gratuito ma sono obbligatori la prenotazione e il Super green pass.

Venerdì 25 marzo sarà il giorno dell'ingresso nel nuovo anno e verrà rinnovata la tradizione del raggio di sole che a mezzogiorno penetra nel Duomo e segna il Capodanno vero e proprio. Prima, alle ore 11, l'ingresso nella cattedrale sarà accompagnato da un piccolo corteo curato dall'Ufficio delle tradizioni storiche che proporrà un rito diffuso in tutte le città italiane nel Medioevo: la cerimonia dei censi. "In antichità la cera era uno dei materiali più preziosi di cui disponevano le città - spiega Antonio Pucciarelli, responsabile delle tradizioni storiche - questa cerimonia era dedicata alla Madonna assunta, e nel caso di Pisa aveva un valore ancora più alto perché la Vergine era anche una delle figure a cui era votata la città. Venivano offerti i ceri, chiamati appunto censi, due settimane prima della festa dell'Assunzione. Il 'cero maggiore' e quelli di tutte le corporazioni cittadine venivano offerti in voto alla Madonna nella cattedrale". Venerdì 25 marzo il Duomo accoglierà il cero su cui sono rappresentati i simboli della Pisa medievale: l'aquila imperiale, la Madonna in maestà, il 'signum rubincundum' e la croce pisana.

"Il signum rubincundum era il vessillo più importante per le città medievali - continua Pucciarelli - poiché il rosso era il colore che segnalava la potenza della città. Pisa era una delle poche in Italia a potersi fregiare di un vessillo interamente rosso, proprio grazie alla potenza militare e commerciale sviluppata con il suo dominio". Insieme a questo cero, trasportato sul tradizione 'trabiccolo' parato a festa, ci sarà anche il censo in rappresentanza dei quartieri storici: Ponte, Mezzo, Fuoriporta e Chinzica. "I vessilli dei quattro quartieri saranno affissi anche sulla facciata di Palazzo Gambacorti" conclude Pucciarelli. L'atto conclusivo del Capodanno 2023 è riservato alla conferenza storica che si terrà alle ore 17 nella Sala delle Baleari a cura dell'associazione Balestrieri di Porta San Marco. "Illustreremo tutta la nostra attività, spiegando lo scopo con cui l'associazione è nata e tutti i passaggi che ne hanno caratterizzato il percorso fino a oggi - commenta Renzo Ciangherotti, segretario dell'associazione - ci piace sottolineare che la nostra attività punta a riscoprire le tradizioni antiche pisane attravero un minuzioso lavoro di ricostruzione della cronaca originale, con documenti ufficiali e opere da trasmettere alla cittadinanza".

In ultimo, ma certamente di grande impatto, la promessa fatta dal dirigente dell'Ufficio delle tradizioni storiche Giuseppe Bacciardi: "E' chiaro che la speranza dell'amministrazione è che gli appuntamenti presentati oggi per il Capodanno 2023 siano soltanto il prologo al ritorno in presenza di tutte le altre cerimonie che da sempre scandiscono la vita della città. Parlo del Giugno pisano, con tutto ciò che comporta: stiamo lavorando per la ripresa della Luminara, del palio di San Ranieri e del Gioco del ponte come li conoscevamo prima della pandemia.

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