Spacciavano in Valdera, seminando paura con armi ed azioni violente: eseguite 12 misure cautelari

L'operazione dei Carabinieri 'Doppio gioco' ha evidenziato l'uso della forza perpetrato dal gruppo, gestito in buona parte ad una famiglia residente nel pisano

Estorsione aggravata in concorso, detenzione e porto abusivo di armi, danneggiamento con incendio, furto e ricettazione. Il tutto a sostegno del 'business' dello spaccio, diretto principalmente da una famiglia composta da padre e due figli. Si è conclusa stamani, 11 giugno, l'operazione 'Doppio gioco' eseguita dai Carabinieri di Pontedera, con l'intervento del 4° Nucleo Elicotteri di Pisa e dei cinofili di San Rossore. Sono 12 le misure cautelari, tutte eseguite: 3 custodie in carcere, 7 arresti domiciliari e 2 obbligi di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Tutte le persone coinvolte sono domiciliate in Valdera, come il raggio d'azione del gruppo, legato in particolare all'area fra Pontedera, Ponsacco e Casciana Terme-Lari. Sono 8 italiani, 3 albanesi ed un rumeno, quasi tutti pregiudicati per reati specifici.  

L'indagine è stata illustrata nella conferenza stampa prevista in Procura a Pisa, con il capo dell'ufficio Alessandro Crini che ha sottolineato come "le dinamiche riscontrate fossero quelle di un gruppo particolarmente agguerrito. E armato, che agiva in modo coordinato. Gli accertamenti sono stati eseguiti con modalità tipiche del contrasto alle associazioni a delinquere. L'area di Pontedera - valuta poi Crini - è particolarmente vivace, nonostante possa essere ridotta come grandezza rispetto a Pisa. Operazioni come questa, per cui faccio i complimenti a tutte le forze coinvolte, possono avere grande impatto sul territorio". 

A tirare le fila del gruppo, secondo gli inquirenti, era un uomo di 42 anni con i due figli, uno di 24 e l'altro di 22 anni. A tutti e tre è stata contestata la recidiva in materia di spaccio. Il padre abitava a Castelfranco di Sotto, il 24enne a Casciana Terme-Lari e il più giovane a Cascina; a quest'ultimo il provvedimento è stato notificato a Bari, le origini della famiglia sono infatti pugliesi, per quanto ormai radicati in Valdera da anni. 

A far scattare l'indagine è stata la denuncia di un atto indimidatorio avvenuto a Ponsacco la notte del 13 settembre 2019. La vittima, residente del posto, sarà poi a sua volta arrestata in quanto collegato al gruppo criminale: secondo quanto ricostruito aveva comprato una partita di cocaina per 800 euro, ma non aveva pagato. Così il padre ed i figli hanno pensato bene di crivellare con 6 colpi di pistola il furgone dell'acquirente per estorcere quanto dovuto, il tutto nonostante un rapporto 'di lavoro' che andava avanti da tempo. La minaccia ha però portato la vittima a rivolgersi ai Carabinieri di Ponsacco, da cui poi sono partiti gli accertamenti. 

La raccolta di informazioni degli inquirenti ha ricostruito le varie azioni eseguite dal gruppo. Fra queste, ad esempio, l'incendio di un'auto il 6 gennaio 2020 a Ponsacco. L'obiettivo era colpire il padre di un tossicodipendente con dei debiti non pagati, ma a farne le spese è stato un pensionato estraneo al giro di droga: il gruppo aveva dato fuoco al mezzo sbagliato. Registrate poi 3 denunce di percosse subìte da acquirenti di droga, episodi probabilmente ben più numerosi. Lo scopo, evidentemente, era mantenere con la forza il controllo della propria piazza di spaccio. 

Durante l'indagine sono stati effettuati 4 arresti in flagranza di reato e sequestrati 50 grammi di cocaina, 360 di marijuana e 20 di hashish. Due le pistole trovate, alle quali si aggiunge una terza, trovata durante l'operazione delle prime ore di oggi. Su quest'ultima, in particolare, ci saranno nuovi accertamenti: secondo quanto emerso dai riscontri la famiglia ha venduto l'arma per 500 euro ad uno degli albanesi del gruppo e in intercettazioni si parla della stessa come di "quella usata in quell'omicidio...". Il compito degli inquirenti sarà ora verificare se si tratti solo di una voce o di un'altra storia criminale su cui indagare. 

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