Operazione contro lo spaccio a Pontedera: 7 in carcere, 5 ricercati

L'indagine di quasi 2 anni dei Carabinieri ha portato alla ricostruzione del giro di droga per il quale la Procura ha chiesto 16 misure cautelari

Ha avuto esecuzione stamani, 6 novembre, l'atto finale dell'indagine dei Carabinieri di Pontedera denominata 'Interland', volta al contrasto dello spaccio di droga fra la città della Vespa ed i territori limitrofi. Dopo quasi 2 anni di accertamenti, partiti da metà 2017 e proseguiti fino a marzo 2019, la Procura di Pisa ha chiesto 16 misure cautelari. Il Giudice ha validato la ricostruzione degli inquirenti, prevedendo 12 custodie cautelari in carcere, 2 arresti domiciliari, un divieto di dimora ed un obbligo di firma. Il blitz dei militari ha portato all'esecuzione delle misure, con 5 soggetti destinatari della misura carceraria che al momento sono risultati irreperibili.

Il quadro dell'operazione è stato spiegato dal procuratore capo Alessandro Crini: "La figura di reato di spaccio contestata è quella di maggiore entità, segno, insieme ai numeri dell'indagine, di un fenomeno ben presente sul territorio. I soggetti in questione proponevano la droga vicino a locali ed esercizi pubblici, oppure in zone più appartate, nell'area di Pontedera. La particolarità è stata che i Carabinieri, a cui va il plauso per l'indagine, hanno raccolto le dichiarazioni di circa una ventina di assuntori di stupefacenti, ricostruendo circa 600 compravendite di droga".

L'indagine a metà 2017 è partita da un primo arresto per spaccio: "Da questo primo arresto - prosegue Crini - oltre ai consueti riscontri con i tabulati telefonici, c'è stata questa possiamo dire collaborazione degli acquirenti, che è una particolarità inconsueta. Poi i tempi tecnici per la preparazione delle prove, seppure sembrano consistenti 8 mesi, sono stati fisiologici, spediti, necessari per la preparazione dell'impianto probatorio e la valutazione del giudice. Ora stiamo attivamente cercando i 5 soggetti mancanti destinatari della misura in carcere".

Gli arrestati sono in prevalenza di nazionalità marocchina, senza fissa dimora. In due avevano un permesso di soggiorno. Fra gli indagati ci sono anche due italiani, di Pontedera, uno destinatario di misura cautelare domiciliare e l'altro dell'obbligo di firma. Le compravendite riferite dagli assuntori si aggiravano tutte fra i 20 ed i 40 euro di valore, riguardanti in particolare cocaina e hashish, per un giro stimabile di circa 18mila euro. "Durante le indagini - ha aggiunto il procuratore capo - sono stati fatti altri arresti, le cui informazioni poi sono rientrate nel contesto dell'operazione, e sequestrati circa 200 grammi di stupefacenti. Fra gli assuntori ci sono persone di varia età ed estrazione sociale. Il quadro che emerge è quello insomma di una criminalità costante nel settore, aspetto dimostrato anche dal numero dei reati in provincia, che è il secondo in Toscana e stabile da 5 anni". 

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