Ricercato per omicidio fa il turista a Pisa: arrestato

Decisivo il controllo da parte della Questura delle strutture alberghiere e degli ospiti: tra i nomi anche quello del condannato all'ergastolo

E' stato arrestato venerdì sera, 17 maggio, dalla Polizia di Stato a Pisa, un ricercato internazionale, N.B. le sue iniziali, di 32 anni, cittadino francese proveniente da Marsiglia ma di origine kosovara, destinatario di una sentenza di condanna all’ergastolo.

La pronuncia era stata emessa nel 2015, presso la Corte di Gjakove/Dakovika, in Kosovo, e fa riferimento ad alcuni fatti accaduti circa due anni prima, sempre nella piccola repubblica balcanica. Secondo la sentenza il ricercato, il 9 giugno del 2013 nella città di Gjakove, aveva aggredito con un oggetto contundente un signore del luogo, colpendolo ripetutamente sino a fargli perdere conoscenza, per rubare duemila euro che il malcapitato teneva con sé. La vittima, ricoverata immediatamente in ospedale, è deceduta dopo pochi giorni a causa delle ferite inferte dal rapinatore.

Da quel momento l’uomo si è dato alla latitanza, andando a stabilirsi a Marsiglia, dove effettivamente risulta che abbia vissuto per diversi anni, e dove, essendo cittadino francese, è rimasto senza correre il rischio di essere assoggettato a procedura di estradizione.

Qualche giorno fa il 32enne, come appreso successivamente dagli investigatori, ha acquistato il biglietto tramite una nota compagnia internazionale di autobus di granturismo, con partenza Marsiglia e destinazione Pisa. Nella città della Torre aveva una prenotazione per tre notti in un albergo della zona della stazione.
Così, durante i servizi di monitoraggio delle strutture alberghiere, condotti dai poliziotti della Squadra Volante della Questura nella mattina di venerdì, all’atto del controllo a campione dell'hotel in questione e dal successivo sviluppo in banca data dei dimoranti, è emerso che fra di loro c’era proprio il destinatario di un provvedimento di cattura internazionale emesso dall’Interpol. Nella nota fornita dall’organo di cooperazione internazionale, l’uomo veniva descritto come pericoloso e potenzialmente armato.

Pertanto, dopo un preliminare e discreto sopralluogo all’interno della struttura, seguito da una fase di appostamento, sono state circondate le uscite e una quindicina di poliziotti della Squadra Volante e della Squadra Mobile hanno circondato lo stabile. L’uomo è stato rintracciato all’interno della hall dell’hotel. Non dava l’impressione di rendersi conto di quanto stesse accadendo, sia per l’abbigliamento che per quanto trovato in suo possesso: aveva la tenuta tipica del turista, venuto in vacanza a Pisa per vedere la Torre.

Quando è stato accompagnato in Questura ed è stato messo al corrente del mandato di cattura riferito al fatto da lui compiuto in Kosovo 6 anni prima, è sbottato dicendo che la Polizia italiana non gli poteva fare niente, perché il Kosovo non era tra i Paesi aderenti ad Interpol e sosteneva di essere era già stato in Italia, a Venezia nel 2015, senza che gli venisse contestato niente, nonostante fosse già stato sottoposto a condanna.
In realtà i poliziotti hanno fatto presente al cittadino francese che nel frattempo le cose, rispetto al 2015, erano cambiate. Infatti, nel 2016, come sottolinea la Questura, l’Italia ha ratificato un accordo bilaterale con la repubblica del Kosovo, finalizzato alla cooperazione giudiziaria in materia di estradizione. Al contempo il Kosovo, tramite la missione Eulex, stanziale nei balcani dal 2008, pur non essendo aderente ad Interpol, si avvale del canale della missione per l’utilizzo del sistema di cooperazione internazionale. Una somma di dettagli che erano stati trascurati dal ricercato internazionale che, con una condanna pendente, si sentiva comunque al sicuro in territorio italiano così come in quello francese.

La Polizia, dopo aver verificato l’esatta corrispondenza delle generalità del soggetto con quelle del ricercato internazionale, ha proceduto, visto il pericolo di fuga, all’arresto provvisorio ai fini estradizionali del cittadino francese. Sull’atto e sulla richiesta di estradizione si pronuncerà, nel giro di alcuni giorni, la Corte d’Appello di Firenze, che valuterà l’avvio delle procedure estradizionali dell'uomo in Kosovo. Nel frattempo il 32enne rimarrà detenuto presso il carcere Don Bosco.

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