Mercoledì, 23 Giugno 2021
Un momento dell'iniziativa (foto Andrea Battaglia)
Cronaca

Arrivano le giubbe rosse (Incalzatissime!)

Sabato scorso, le "Brigate Teatrali Omsa" con donne e uomini in giubba rossa, hanno sfilato per le vie di Pisa raccontando la storia delle 350 operaie licenziate da un giorno all'altro da una fabbrica di Faenza

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

350 donne, 350 operaie. Vedono la fabbrica in cui hanno versato lacrime e sudore svanire da un giorno all'altro. O meglio esistere ancora, ma altrove. Altrove, in Serbia, pronta a sfruttare altre donne, altre operaie in nome del profitto. E come spesso accade sono proprio le donne che pagano il prezzo più alto perché sono loro ad essere inserite nel mercato del lavoro attraverso forme contrattuali instabili ed atipiche. Dopo giorni e notti di presidi davanti ai cancelli dell'Omsa di Faenza, dopo il boicottaggio dei prodotti che si è propagato in tutta la penisola dal web, ecco l'incontro delle operaie con attori e attrici improvvisati e professionisti, con le compagnie Teatro Due Mondi e De l’Unitè.
Nascono così le Brigate Teatrali Omsa che portano in giro per l'Italia questa storia. Storia simile a tante in questo Paese, di chi è stato/a spremuto/a e gettato/a quando non serviva più. Lo raccontano ripartendo proprio dal corpo, corpo che il Capitalismo prosciuga fino a che non è più produttivo a basso costo. Quel corpo viene così trasformato dall'arte di strada, gli viene ridato senso e dignità, diventando corpo che eccede, scomodo, rivoltoso.

Le abbiamo viste sfilare per le strade di Pisa, sabato 10 Marzo, ospitate dalle associazioni Casa della Donna e Tilt!. In un corteo-spettacolo, lungo la città, hanno portato una nuova sfida: raccontarsi con il teatro. Donne e uomini in giacca rossa e pantaloni e gonne neri corrono, marciano, abbracciano passanti, si stendono a terra come morti, urlano e raccontano la storia di 350 operaie, 350 donne licenziate da un imprenditore che sfrutta la crisi per fare i propri interessi senza che vi sia una legge che lo impedisca né vincolo morale alcuno.
Questo è “Licenziata!”, ma non solo. É nuova linfa, una nuova forza per la lotta in un momento in cui governanti e padroni si alleano e tentano con lucidità chirurgica di schiacciare in un attimo solo ciò che è stato duramente conquistato con anni, decenni, secoli di lotte sindacali e civili.
Questa è la loro storia,sì, ma è anche la nostra storia.

Rachele Ledda

 

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