Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Le tolgono utero e ovaie per un tumore, ma era solo un'infiammazione

Condannati due medici, l'Asl 5 e l'Aoup al risarcimento di 45mila euro. La donna si era prima rivolta al Santa Chiara e poi era andata al 'Lotti' di Pontedera. In entrambi gli ospedali le era stato diagnosticato un carcinoma

Le tolsero utero e ovaie per un presunto tumore, ma, dall'analisi dei reperti asportati, del carcinoma non c'era traccia, si trattava di una infiammazione. Così una donna di 66 anni di Collesalvetti ha chiesto i danni e il Tribunale Civile le ha dato ragione. La notizia è riportata dal quotidiano Il Tirreno.

La storia risale al 2005. Dopo una serie di accertamenti il professor V.F., allora direttore di Ostetricia e Ginecologia del Santa Chiara, diagnostica un carcinoma da trattare con la rimozione dell’utero. Solo che al momento del ricovero emergono problemi con l’anestesia. Così la paziente viene dimessa e le viene prescritta la radioterapia. La donna però è molto preoccupata e decide di rivolgersi al professor O.G., all’epoca direttore della Chirurgia Generale dell'ospedale 'Lotti' di Pontedera. Le vengono così effettuati nuovi esami e la diagnosi è sempre la stessa: è affetta da tumore.

Si decide così di operare e di asportare utero e ovaie. Poi dalle analisi successive la sorpresa: "L'esame citologico degli organi e tessuti asportati rilevavano reperti di natura benigna, riferibili a patologia infiammatoria cronica e non a eteroplasia" si legge nella sentenza del Tribunale che ha condannato l'Asl 5, l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana e i due medici al risarcimento del danno per un totale di 45mila euro.

Le parti hanno fatto appello alla sentenza.

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