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Cronaca Coltano

Base di Coltano: un'assemblea pubblica per ribadire il 'No'

Rifondazione Comunista e Una Città in Comune hanno organizzato il dibattito alle ore 21 di martedì 19 aprile

Martedì 19 aprile alle 21 al Circolo Arci di Coltano si terrà l’assemblea pubblica sul progetto di base militare promosso dal Ministro della Difesa Guerini, a cui il presidente del Consiglio Draghi ha dato il via libera con un DPCM nelle scorse settimane considerandolo come opera strategica nazionale e finanziandola con i soldi del PNRR. L'assemblea è organizzata da Rifondazione Comunista e Una Città in Comune, che spiegano: "Guerini, uomo di punta del Partito Democratico, difeso in queste ore a spada tratta dalla sottosegretaria alla Difesa della Lega onorevole Pucciarelli, si trova ai vertici della catena decisionale di governo che ad ogni livello ha tenuto nascosto per oltre un anno questo progetto, che solo grazie alla nostra azione politica è stato scoperto, reso pubblico ed è diventato un caso nazionale grazie alle molte prese di posizione di associazioni, sindacati, movimenti contro la guerra e ambientalisti".

"Alla loro segretezza e distruzione di un bene comune contrapponiamo trasparenza e partecipazione per la tutela del territorio - continuano i due partiti - per questo abbiamo deciso di promuovere l’incontro a Coltano: per informare, discutere e mobilitarci contro quella che sarebbe una vera e propria colata di cemento grande 13 volte l’ex area radar nel cuore della bonifica. Più di settanta ettari di terreno fertile sparirebbero per una nuova mega caserma pagata con i soldi del PNRR in un territorio già pieno di infrastrutture di guerra. Ma quelle risorse dovevano servire alla ripresa e resilienza dopo due anni di Covid e a Coltano si potrebbero utilizzare per investimenti per la regimazione idraulica, la biodiversità, la lotta al cambiamento climatico, le ricchezze che vengono dalla storia, dalle tradizioni, dall’agricoltura di qualità e da un paesaggio unico, oltre che nei servizi ai cittadini e ai turisti, e per la sistemazione delle strade. Questo sì che sarebbe in linea con gli obiettivi della transizione ecologica del PNRR".

Rifondazione Comunista e Una Città in Comune concludono: "Invece la base, un’immensa colata di cemento, porterebbe con sé un aggravio della pressione sul sistema idraulico già fragile, il passaggio di mezzi pesanti su strade già compromesse, un incremento del traffico di veicoli non compatibile con la nascente vocazione al turismo di qualità, rumore e inquinamento a danno anche della piccola fauna locale. Siamo contrari a qualsiasi logica di compensazione o riduzione del progetto, o ancora ad un’altra collocazione. In gioco è l’idea di Paese, di come si utilizzano le risorse pubbliche, di quale economia si vuole per il territorio, di quale futuro per la nostra città che sempre più viene trasformata in una piattaforma logistica per la guerra e circondata da una compatta crosta di cemento".

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