Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Centro Storico / Via Santa Maria

Santa Maria, i residenti: "Quartiere invivibile tra movida, parcheggi introvabili e strade dissestate"

Nel corso di un'assemblea dei cittadini promossa dal Comitato Santa Maria è stato fatto il punto sulle criticità del quartiere

Una lunga lista di cose che non vanno nel quartiere di Santa Maria a Pisa. E' ciò che è emerso nel corso di un'assemblea dei residenti, convocata dal Comitato Santa Maria, che si è svolta nei giorni scorsi presso l'auditorium 'Toniolo': al centro del dibattito la questione della vivibilità della zona situata nel cuore della città della Torre.
Dopo una breve introduzione del presidente del comitato Francesco Pozzi, sono stati presentati dal consigliere Ugo Faraguna i risultati del sondaggio svolto online tra i residenti sulle principali criticità del quartiere, potendo scegliere tre su undici opzioni indicate.
Quasi il 64% delle persone ha sottolineato come la malamovida sia il più grave problema. Tra le prime tre criticità rientrano i parcheggi inadeguati (44 %) e la cattiva manutenzione delle strade (42,9%). Seguono: assenza telecamere (29,7%), revisione regolamento ZTL (24,2%), accesso nella ZTL turisti (19,8%), collocazione bancarelle (19,8%), viabilità nel quartiere (15,4%), illuminazione strade (13,2%), presenza antenne di telefonia (5,5%), mezzi di trasporto pubblici (3,3 %).
E’ quindi iniziato il dibattito, moderato dal vicepresidente Paolo Mioni.

La malamovida

"I numerosi cittadini presenti all’assemblea hanno sostanzialmente confermato i dati del sondaggio - sottolineano dal comitato - la malamovida è la prima criticità, intendendosi non solo il fenomeno in sé, bensì tutto il suo indotto di atti vandalici ed impossibilità di riposo. I residenti hanno lamentato che vaste parti del quartiere, in particolare piazza delle Vettovaglie e vicoli adiacenti, piazza Dante, Borgo Stretto, piazza dei Cavalieri, via Tavoleria, via Carducci, sono investite nei fine settimana da folle di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, dediti ad un consumo smodato e pericoloso per la salute di alcol e di droga, sfruttati da operatori e spacciatori senza scrupoli. Le strade sono spesso dei 'vespasiani a cielo aperto'. Per piazza Dante è stato proposto l’inserimento nella zona A, più restrittiva sugli orari di chiusura serale dei locali".
"E’ emerso nel dibattito che il controllo delle forze dell’ordine non è sufficiente a far rispettare la legalità, per carenza di organici e per la mancanza di un piano coordinato di interventi - proseguono dal comitato - la movida va distribuita in altre zone della città, subordinatamente ad un miglioramento della qualità delle attività. A questo tema sono collegate le richieste di un potenziamento dell’illuminazione e delle telecamere di videosorveglianza".

Parcheggi

La questione della mancanza dei parcheggi nel quartiere è un’altra fondamentale causa di disagio per i residenti con minuti interminabili spesi per trovare un posto libero. "Da un’indagine risulta che i posti auto effettivi nel quartiere sono solo 624, contro gli oltre 1.000 permessi di accesso alla ZTL - sottolineano dal Comitato Santa Maria - sono ancora irrealizzati i parcheggi promessi in via Volta e all’interno della Caserma Artale, come pure l’apertura serale di quello in via Piave. Ad aggravare la situazione ci sono le autorizzazioni concesse agli ospiti degli alberghi e dei B&B che contendono lo scarso spazio ai residenti".
Gli abitanti della zona puntano poi il dito contro la regolamentazione della ztl, "che non viene sempre rispettata col controllo delle fasce orarie. Va rivista in forma più restrittiva, perché attualmente c’è un traffico inquinante che rende difficile e rischiosa la circolazione di mezzi e di persone".

Strade dissestate

"Sulla disastrosa condizione di molte strade del quartiere sono state nuovamente segnalate via dei Mille, via Corsica, piazza Cavallotti, via Volta, pressoché impraticabili, che necessitano di un rifacimento completo, promesso ma non realizzato. Oltre che per i cittadini sono anche un indecoroso biglietto da visita della città per turisti e studenti.

Pulizia urbana

Altri interventi nel corso dell'assemblea, come sottolinea il Comitato Santa Maria, "hanno messo in evidenza alcune disfunzioni nel servizio di pulizia urbana. Ci sono nuovi cassonetti in via Cardinal Maffi 'con bocche più strette di difficile utilizzo e vengono lasciati i rifiuti all’esterno', così come avviene al Ponte Solferino". Problemi anche in via Santa Maria per la quale è stato segnalato che i locali lasciano fuori spazzatura, specialmente cartoni, per gran parte della giornata.

Locali e negozi

Nell’assemblea è stato sostenuto che alcune strade del quartiere, come via Santa Maria, piazza Cavallotti e via dei Mille, sono invasi da tavoli, sedie ed ombrelloni dei locali, con lavagnette pubblicitarie messe ovunque. E' stata denunciata anche la scomparsa dei negozi di vicinato, alternativi al cibo e alle bevande, quasi sempre sostituiti da venditori di souvenir. I partecipanti all'assemblea hanno sostenuto il proprio no alle bancarelle in via Santa Maria e in via Cardinale Maffi. "L’invasione delle strade e dei marciapiedi, con occupazione gratuita di suolo pubblico seguita alla pandemia, deve terminare con la fine dell’emergenza Covid" hanno sottolineato i residenti.

Antenne telefonia

E’ stato affrontato anche il problema delle antenne per la telefonia vicino alle abitazioni. "Ce ne sono quattro a breve distanza su alcuni alberghi - evidenziano dal comitato - tre in via Santa Maria e una in via Roma. Il comitato ha formulato una diffida nel 2020, ma nessuna risposta né dall’amministrazione comunale né dalla Soprintendenza (sono antiestetiche a pochi passi dal Duomo). Solo Arpat ha detto, in modo insoddisfacente, di aver fatto delle simulazioni sull’esposizione nel 2015, mentre le antenne sono entrate in funzione l’anno dopo".

C'è chi è alla ricerca di un'altra abitazione fuori dal quartiere

Dall'incontro dunque è emersa una sostanziale insoddisfazione. "L’assemblea ha ribadito che il quartiere di Santa Maria è stato trascurato, perché non ci sono stati interventi di riqualificazione - affermano dal comitato - alcuni residenti hanno detto chiaramente che sono intenzionati a trovare un nuovo alloggio all’esterno, perché qui non è più possibile vivere bene. L’ amministrazione ha un’ idea di cosa diventerà Pisa? Le famiglie se ne vanno, non ci sono servizi, il centro storico si svuoterà. I cittadini hanno sostenuto che devono esserci dei segnali forti e rapidi da parte dell’amministrazione comunale, con incentivi per ripopolarlo: scuole primarie, parchi attrezzati, sconti tariffari per le giovani coppie, una mobilità che funzioni. Si deve ridurre il predominio turistico-consumistico sul quartiere. Non si possono ascoltare solo le voci dei commercianti, in quanto i residenti sono l’asse portante del quartiere, che conservano e animano. Il comitato elaborerà un documento dettagliato che verrà rivolto al sindaco, seguendo le priorità che sono state indicate dai residenti" concludono.

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