Sicurezza, il gruppo 'Vendesi Vettovaglie': "E' resa su malamovida e assembramenti"

Insoddisfatti residenti e commercianti: "L'amministrazione e la Prefettura cedono su tutta la linea: controlli inesistenti, residenti prigionieri nelle proprie case"

Immagine di archivio

Coronavirus o meno, estate od autunno, ai residenti e commercianti del gruppo 'Vendesi Vettovaglie' la situazione in centro storico non sembra migliorare mai. Con una nota, anche a seguito della recente aggressione ai danni di due giovani in Piazza Cavalieri, il comitato attacca amministrazione e Prefettura, ree di aver "ceduto su tutta la linea". Una "resa totale alla situazione di degrado, agli assembramenti e al fenomeno della malamovida".

Il gruppo parla per l'area della movida di una "radicale assenza di controlli" ed una "mancanza di una volontà chiara e univoca" per il contrasto degli assembramenti. La scia è la stessa di quanto già denunciato pubblicamente a luglio: "I residenti del centro storico si ritrovano nella 'terra di nessuno', abbandonati ai comportamenti illegali e incivili più gravi e, soprattutto, esposti al rischio di diffusione del Covid".

Gli esempi sono "assembramenti imponenti di fronte ai locali, più di cento persone assiepate e strette, in larga misura privi di mascherine, che consumano alcol da asporto, nonostante l'ordinanza, ancora in vigore, che vieta la somministrazione di bevande alcoliche all'infuori dei tavolini. Il Comune ha concesso un significativo aumento dello spazio da adibire a sedute per i vari locali; questa doveva essere una risposta per garantire maggiore ordine, prevenire assembramenti, assicurare i controlli, senza deprimere le esigenze dei commercianti. Ma la misura ha fallito totalmente. Ad esempio, in Piazza Vettovaglie, nonostante il centro della piazza fosse interamente occupato da tavolini, all'esterno dei locali erano comunque presenti centinaia di persone, così assembrate che il transito dai portici era ostruito. Gli assembramenti erano così corposi che alcuni residenti della piazza hanno avuto difficoltà a fare ritorno a casa, perché l’accesso al portone era ostacolato dalla presenza di avventori dei locali, privi di mascherine e alcuni anche in evidente stato di alterazione da consumo di alcol. E' stato così richiesto l'intervento delle Forze dell'Ordine, immancabilmente senza alcun risultato".

Il numero dei contagi in aumento sarebbe la prova che a Pisa "non si è stati in grado di prevenire, cioè di programmare attività di controllo mirate per ridurre le possibilità di diffusione del contagio, anche in ragione del fatto che il virus ora circola soprattutto nelle fasce giovani della popolazione, esponendo a pericolo tutte le altre" insiste Vendesi Vettovaglie. "L'altro assente è la Prefettura - prosegue - che avrebbe dovuto organizzare un assetto di Forze dell'Ordine sufficiente a garantire, coordinandosi con la Polizia Municipale, un adeguato monitoraggio anti-covid e anti-malamovida".

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Le "solite scene" della malamovida quindi, fra spaccio e latrine a cielo aperto, con in più il rischio contagio. "Il Gruppo Vendesi-Vettovaglie e il Coordinamento hanno ormai da tempo presentato le loro proposte, come quella di un presidio fisso in Vettovaglie, pattuglie mobili nelle ore più tarde della notte (da mezzanotte alle 3); tutte proposte finalizzate a riportare questa parte di centro storico alla legalità, alla sicurezza e al decoro. Nessuna di queste proposte è stata evidentemente attuata". 

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