Assunzioni alla Remaggi: "Si faccia chiarezza, rischiano il lavoro 21 persone"

L'annuncio del presidente del Cda circa la reinternalizzazione del servizio di assistenza preoccupa la Cgil

La trattativa è agli albori, si deve capire però che direzione prenderà. E' di ieri, 28 dicembre, l'annuncio di 32 assunzioni nel 2020 da parte del centro residenziale Remaggi di San Lorenzo alle Corti a Cascina, con la previsione della prossima gestione diretta da parte dell'ente pubblico di servizi socio assistenziali. "Ciò comporta dei concorsi pubblici - afferma Sonia Antoni del sindacato Funzione Pubblica Cgil Pisa - aspetto che pare escludere il riassorbimento dei lavoratori della cooperativa che ha attualmente in gestione il servizio".

Il 27 dicembre scorso c'è stato un incontro fra l'ente e le organizzazioni sindacali: "Si è cominciato a mettere sul tavolo ipotesi per cercare soluzioni - spiega Antoni - al fine di evitare danni occupazionali. L'ente in quella sede ha espresso la propria volontà di procedere in questo senso. Tuttavia l'annuncio di ieri sembra andare in direzione opposta. Ci ha colto di sorpresa, siamo preoccupati per i 21 Oss interessati, persone che magari lavorano al centro da 15 anni o più".

L'appalto del servizio è in gestione alla cooperativa Elleuno, "subentrata da alcuni anni alla Paim - aggiunge la sindacalista - con i lavoratori che sono anche soci della cooperativa stessa. Non ci sono state comunicazioni precedenti da parte degli amministratori circa l'internalizzazione per il nuovo anno, solo attraverso noi sindacati". "Non vorremmo che si vanificassero gli intenti costruttivi espressi nello scorso incontro - conclude Antoni - confido che il Cda dell'ente faccia chiarezza e che si tuteli il personale in appalto. Se così non fosse, non potremo che attivare tutte le procedure del caso".

Sulla vicenda intervengono con un comunicato Rsu Ugl Remaggi e Sindacato Generale di Base: "Prendiamo atto, e ne siamo felici, che si voglia reinternalizzare alcuni servizi. Ci auguriamo che esistano non solo gli atti, ma anche le necessarie coperture economiche e i capitoli di bilancio per questa importante operazione. Vorremmo anche avanzare alcune proposte, ad esempio reinternalizzare servizi assicurando al personale oggi impiegato in cooperativa una sorta di punteggio per accedere ai concorsi. Perchè a scanso di equivoci il personale impiegato nei padiglioni esternalizzati non è mai stato alle dipendenze della Apsp e non potrebbe ritornare alla stessa come accaduto in alcuni enti locali che hanno cambiato idea reinternalizzando servizi. Ma allo stesso tempo questo personale da anni opera dentro una struttura pubblica ed ha acquisito esperienze e conoscenze da non disperdere. Le normative attuali, costruite per esternalizzare e dismettere servizi e non per la gestione diretta degli stessi, non sono certo di aiuto, così come i tetti di spesa in materia di personale che continuano ad operare nell'ombra. Resta il fatto che sarebbe un grave errore non costruire percorsi atti a internalizzare non solo i servizi, ma anche il personale".

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