"Due asteroidi intitolati alla Protezione Civile e al Sistema sanitario italiano"

Fabrizio Bernardi, astronomo pisano, chiede di intitolare due corpi celesti che ha scoperto nel 2002 a chi è impegnato nella lotta contro il Coronavirus. La proposta sul tavolo dell'Unione astronomica internazionale

Fabrizio Bernardi

Intitolare un asteroide alla Protezione Civile e un altro a tutti i medici e infermieri impegnati a fronteggiare l'emergenza Coronavirus. E' la proposta di cui si è fatto promotore nei giorni scorsi l'astronomo pisano Fabrizio Bernardi insieme all'astrofila di Montelupo Fiorentino Maura Tombelli, quest'ultima nota nell'ambiente per essere la donna italiana ad aver scoperto il maggior numero di asteroidi. 

"L'idea - spiega Bernardi - è quella di dedicare due asteroidi, che ho scoperto personalmente nel 2002, uno alla Protezione Civile e uno a tutto il Sistema sanitario italiano che, con il proprio coraggio, impegno continuo, professionalità e generosità, ha un ruolo cruciale durante questa emergenza. Ho voluto coinvolgere tutta la comunità astronomica italiana, quindi professionisti e amatori, chiedendole di sostenere questa mia proposta per dare un segno di stima e affetto a chi in questo momento sta dando l'anima per questo Paese". 

La richiesta è stata inoltrata al CSBN (Comitato internazionale sulla nomenclatura dei corpi minori) che dovrà ora valutare la proposta. "Il Comitato - prosegue Bernardi - è formato da esperti e ricercatori ed opera per conto dell'Unione astronomica internazionale valutando le proposte di intitolazione di questi corpi celesti. Generalmente ci mette un po' di tempo ad esprimersi  ma, vista la situazione, abbiamo chiesto alla presidente di accelerare i tempi: spero che in un paio di mesi la proposta possa essere ufficialmente accettata".

Ma come si scopre un asteroide?. "Si punta il telescopio in una zona di cielo - spiega Bernardi - e la si fotografa. Il procedimento viene ripetuto per 3/4 volte consecutive, a distanza di alcuni minuti una dall'altra. A questo punto si sovrappongono gli scatti e se non si notano spostamenti nei corpi celesti allora vuol dire che abbiamo fotografato delle stelle. Se invece si notano degli spostamenti, è possibile che si tratti di asteroidi. Ovviamente bisogna procedere con ulteriori accertamenti. Una volta certi che si tratti di un asteroide ci si mette in contatto con il Minor Planet Center, l'ente che per conto dell'Unione astronomica internazionale, si occupa della catalogazione dei corpi celesti, per verificare se si tratta di una nuova scoperta o se qualcuno è invece arrivato prima di noi. Se è la prima volta che l'asteroide viene osservato si può proporre un nome. A questo punto si riunisce il Comitato che approva o meno la proposta di intitolazione. Si tratta di un processo lungo che può richiedere anche diversi anni".

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Bernardi lavora presso la Space Dynamics Services, un'azienda spin-off dell'Università di Pisa attiva nel settore aerospaziale, e nella sua carriera ha scoperto "circa un migliaio di asteroidi". Una delle sue scoperte più importanti è stata quella relativa all'asteroide '99942 Apophis', osservata per la prima volta dall'astronomo nel 2004 e poi balzata agli onori delle cronache scientifiche in quanto le osservazioni iniziali indicavano una probabilità relativamente alta di collisione con la Terra nel 2029. "I successivi e più approfonditi calcoli - prosegue Bernardi - hanno poi fortunatamente scongiurato questo pericolo". Nella 'mappa celeste' c'è anche una cometa che porta il suo nome, la cometa 'Bernardi, scoperta dall'astronomo nel 2005.

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