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Criminalità italiana: L'atlante della corruzione di Alberto Vannucci

Secondo il volume, l'onere della corruzione pesa circa 50-60 miliardi di euro l'anno nei bilanci pubblici e il 12% dei cittadini italiani si è visto chiedere una tangente nei 12 mesi precedenti

A che cosa è dovuta la diffusione della corruzione in Italia? Su quali meccanismi di riproduzione si basa? E quali sono i suoi effetti sul sistema politico ed economico del Paese? Sono solo alcune delle domande da cui parte l'Atlante della corruzione (Edizione Gruppo Abele), l'ultimo libro di Alberto Vannucci, docente del dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Pisa.

Secondo il volume, l'onere della corruzione sui bilanci pubblici italiani è nella misura di circa 50-60 miliardi di euro l'anno e in una recente rilevazione di Eurobarometro 2012, il 12% dei cittadini italiani si è visto chiedere una tangente nei 12 mesi precedenti, contro una media europea dell'8%. "È un atlante -  spiega una nota dell'Università di Pisa - che analizza il caso Italia, dando le coordinate del fenomeno corruzione, tenendo insieme il profilo della ricerca e quello pratico, di proposta e di riforma".

"L'idea - ha aggiunto l'autore - è nata nell'ambito del master su Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione che dirigo ormai da 3 anni e a cui collaborano Libera e l'associazione Avviso Pubblico, la rete di enti locali impegnata nell'antimafia".

"Non esiste una corruzione buona - spiega Vannucci - perché il fenomeno ha sempre effetti devastanti in termini di costi economici e sociali, ancora più preoccupanti quando va a inquinare gli stessi processi politici democratici. Ma più che le politiche dei singoli Stati è assai più efficace che si diffonda un movimento d'opinione anticorruzione: penso ad esempio alla Carta di Pisa, il codice etico per gli amministratori locali già adottato da molti comuni e province, oppure al ruolo di associazioni e singoli cittadini attivi contro la corruzione. Infine anche le Università, che attraverso corsi e iniziative di formazione, possono contribuire a diffondere la cultura della legalità".
 

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