Scuole: alle Fucini "mancano gli spazi necessari per la riapertura"

I genitori tornano a chiedere l'assegnazione di due locali del plesso, concessi 2 anni fa al Liceo Dini e utilizzati "solo per il ricevimento dei genitori. La Provincia - affermano - ci ignora da mesi"

"Ancora ad oggi non sappiamo se ci saranno gli spazi necessari per la riapertura in sicurezza della scuola". Continuano a rimanere irrisolte le problematiche segnalate già un mese fa dai genitori degli alunni della succursale delle scuole medie Fucini, in via Sancasciani. Al centro della vicenda due spazi che si trovano all'interno del plesso. Locali che "la Provincia ha tenuto chiusi ad ammuffire per cinque anni e che due anni fa ha concesso al liceo Dini che li ha utilizzati prima per il 'coro della scuola' e poi per il ricevimento genitori".

"La logica, il buon senso - scrivono in una lettera i genitori - vorrebbero che questi spazi fossero assegnati alle scuole medie, ma a meno di due settimane dall’inizio dell’anno scolastico si segnalano soltanto l’inerzia e un ingiustificabile immobilismo dell’ente competente alla soluzione della questione. Visto che dal 2014 le Province non hanno più organi elettivi (non esiste più il consiglio provinciale eletto dai cittadini) ma le componenti sono elette direttamente dai sindaci e dai Consiglieri che compongono i Comuni della Provincia, si è evidentemente persa anche l'abitudine di rispondere ai propri cittadini. Anche in un momento così drammaticamente straordinario dovuto all'emergenza sanitaria. Non chiediamo alla provincia di allargare le nostre aule, figurarsi, ma solo di concederci per quest'anno i due spazi".

Una soluzione che secondo i genitori "perfetta per permettere la ripartenza dell’anno scolastico senza far spostare due classi di undicenni chissà dove. Per questo i primi di giugno il nostro dirigente ha rivolto una lettera a Comune e Provincia illustrando la criticità della situazione, l’urgenza e anche la facilità della soluzione per assicurare la scuola in presenza a tutte le classi. Da due mesi la Provincia ci  ignora, forse fa qualche indagine, qualche colloquio, ma assolutamente non ci degna di una risposta".

Ai primi di agosto il consiglio di Istituto delle scuole Fucini scrive una lettera alla Provincia, chiedendo formalmente un incontro al presidente e all'ufficio scolastico, "senza però ottenere risposta. L'unico che si muove a pietà è l’assessorato alla pubblica istruzione del Comune (che però non ha giurisdizione su quegli spazi) che si offre di aprire un'interlocuzione con la dirigente del liceo Dini per garantire loro spazi alternativi da assegnare al liceo. Sì perché nel frattempo lo stesso liceo, pur avendo per il prossimo anno scolastico un numero di classi inferiore a quello dell'anno scorso, si è affrettato a rivendicare gli stessi spazi per usarli, quest'anno, come aule rischiando peraltro di intasare un ingresso (via Sancasciani) su cui gravano già nove classi di scuola media, aggiungendoci due classi di scuola  superiore. In spregio ad ogni opportunità didattica (bimbi di 11 anni mescolati ad adolescenti di 18/19) e di cautela sanitaria visto il diverso stile di vita di un diciottenne rispetto a un undicenne".

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I genitori degli alunni della succursale Fucini chiedono quindi una "rapida soluzione. È evidente - concludono - che tutti debbano assumersi le proprie responsabilità, non soltanto a livello meramente politico. In gioco ci sono interessi primari, ci sono ragazze e ragazzi in difficoltà e famiglie. Tutta la comunità scolastica interessata è comunque pronta a tutelarsi, con i mezzi più opportuni, nell’esclusivo interesse della scuola, delle alunne e degli alunni".

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