Cronaca

Aumento tasse universitarie, Diritti a sinistra alla Regione: "Tutelate gli studenti"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Le liste universitarie CSX – Centrosinistra per l’Università (Firenze), Diritti a Sinistra (Pisa) e Movimento Universitario Senese chiedono alla Regione Toscana e all’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio che le maggiori entrate derivanti dall’aumento della Tassa Regionale vengano investite a favore degli studenti. Crediamo che, a fronte dell’aumento della tassa regionale, la Regione Toscana debba mantenere il proprio impegno finanziario nel Diritto allo Studio, attraverso l’espansione delle tutele e dei servizi agli studenti.

Innanzitutto, chiediamo che la borsa di studio venga garantita a tutti quegli studenti e famiglie che riscontrano per l'anno accademico in corso gravi problemi economici e finanziari certificati, anche se non assegnatari di borsa di studio al  momento della richiesta. Inoltre, chiediamo che queste risorse possano essere il primo mattone per un sistema allargato di diritto allo studio, che preveda una borsa servizi sulle fasce non coperte da borsa di studio, l’istituzione di borse Erasmus regionali, la creazione di abbonamenti trasporti agevolati su rotaia e su gomma e di una Carta dello Studente Toscano per l’accesso a mense, biblioteche e sconti. Tutte idee che abbiamo già avanzato con l’adesione, il mese scorso, alla campagna “Contro la crisi, Investiamo in Sapere!” dei Gd Toscana. Nei prossimi giorni porteremo avanti queste e altre proposte di fronte agli organi dell’Università, dell’Ardsu e della Regione.

Condanniamo l’inerzia e l’inefficienza del ministro Profumo, a causa del quale, con la mancata emanazione del decreto attuativo sul Diritto allo Studio, la Regione Toscana è stata costretta ad aumentare la tassa in maniera univoca e senza possibilità di fasciazione: crediamo che questo intervento sia più che necessario e che debba essere realizzato almeno a partire dall’anno accademico 2013/2014, vista ormai l’impossibilità di applicare le fasce ISEE nei mesi a venire.

La Regione Toscana, a fronte delle maggiori entrate, stimabili in circa 5 milioni di euro, può dimostrare ancora una volta di avere a cuore il proprio sistema di Diritto allo Studio e di poter rendere il suo modello un esempio per tutta Italia. Noi crediamo che invertire la tendenza nazionale e creare uguaglianza sia possibile: per questo chiediamo che si investa in sapere.

 

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