Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Autismo e progetto 'Bollino Blu': "Si apra il dialogo con le associazioni"

Anffas e Autismo Pisa tornano a chiedere di partecipare al progetto lanciato dall'amministrazione

Tornano a chiedere attenzione le associazioni Anffas Pisa e Autismo Pisa sull'iniziativa del 'Bollino Blu'. I due soggetti, in una nota congiunta, scrivono che "a un mese e mezzo dal lancio nessun segnale viene dall’assessora Munno per il coinvolgimento delle associazioni del territorio che rappresentano le persone con autismo. Nonostante le richieste reiterate di condividere il progetto realizzativo e lavorare insieme con le associazioni territoriali che da anni fanno rete per aiutare le persone con autismo e le famiglie, ad oggi le uniche informazioni che abbiamo sono legate ad un’intervista dell’assessore ad una tv locale, scaricabile dal sito del comune".

"Per cercare di sbloccare la situazione Autismo Pisa ha accettato di partecipare alla seconda commissione consiliare del 26 luglio scorso - prosegue il documento - alla presenza dell’assessore Munno e della Garante per le persone con disabilità. In quella sede, ha di nuovo chiesto che ogni sforzo venga fatto per condividere il progetto e riaprire il dialogo invitando tutte le associazioni del territorio che si occupano di persone con autismo. Tuttavia, durante lo svolgimento della commissione, abbiamo dovuto rilevare una totale chiusura da parte dell’assessore Munno che ha continuato a riferirsi alle persone con disabilità come malati e a sostenere che per le decisioni che li riguardano devono principalmente essere sentiti clinici e pedagogisti".  

Anffas e Autismo Pisa, associazioni che da anni si occupano di autismo sul territorio, sono convinte che "sia importante ricordare al Comune di Pisa che la partecipazione delle persone con disabilità alle scelte che le riguardano è sancita dalla Convenzione Onu dei diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia nel 2009). La nostra esclusione, oltre ad essere a tutti gli effetti un atto discriminatorio, è prima di tutto destinata a danneggiare la qualità dei progetti, in quanto soprattutto in tematiche così complesse l'esperienza diretta dei portatori interesse è cruciale per ottenere risultati apprezzabili e duraturi. Pensiamo anche che clinici ed educatori siano essenziali per la stesura del progetto. Tuttavia anche da questo punto di vista è doveroso sottolineare che il comune non ha coinvolto i responsabili territoriali asl che da anni lavorano sull’autismo in sinergia con le associazioni in Ufsma e Ufsmia". 

"Auspichiamo quindi da parte dell’amministrazione un passo indietro - concludono le associazioni - e diamo la nostra completa disponibilità a collaborare per la progettazione condivisa dell’iniziativa, che deve necessariamente includere strumenti di formazione, di supporto delle attività coinvolte e di valutazione da parte delle famiglie. In quest’ ambito, purtroppo, si assiste spesso a progetti di degno intento e qualità, ma inevitabilmente Autismo significa fare rete, e ogni iniziativa che ignora questo è destinata a ad avere l’effetto effimero dell’individuità. Lavorare sull’autismo e sulla disabilità in generale è prima di tutto fare squadra".

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