Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Nuove tecnologie: polo Navacchio, eccellenza toscana

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Una “green economy rivoluzionaria, innovativa e ad altissimo contenuto tecnologico” quella contenuta nel Piano energetico di Area della Valdera (Pea), il distretto conciario più importante della Toscana. Un Piano che “non ha eguali in tutta Italia” il cui obiettivo è “l’integrazione del fattore energia nella pianificazione del territorio, nella direzione di uno sviluppo sostenibile, mediante l’individuazione delle scelte strategiche migliorative dello stato dell’ambiente e la promozione dell’uso razionale delle risorse sul territorio”.

Presentato alla commissione Ambiente e territorio, presieduta da Vincenzo Ceccarelli, nel corso di un’audizione svoltasi mercoledì 9 gennaio, il Pea è teso a “definire - come ha illustrato Paolo Alderigi, responsabile progetti ICT del polo di Navacchio - le condizioni idonee allo sviluppo di un Sistema Energetico-Ambientale di Area che dia priorità alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico come mezzi per una maggiore tutela dell’ambiente e della salute delle comunità locali”. Il Piano è anche un “valido strumento di indirizzo per orientare lo sviluppo del sistema economico-produttivo dell’Area verso i settori della green economy e delle clean technologies”.

Secondo quanto illustrato da Alderigi, i risultati attesi per la comunità sono la costruzione di un quadro d’insieme delle dinamiche di sviluppo territoriale, urbanistico ed economico; l’individuazione delle potenzialità di risparmio energetico e di utilizzo di fonti energetiche a minor impatto; lo sviluppo di sinergie per il conseguimento delle politiche energetiche comunitarie, nazionali e regionali; la limitazione di infrastrutture energetiche, inquinamento ambientale e usi energetici; la definizione di politiche e iniziative tese alla creazione di nuova occupazione (green jobs) e alla conversione di occupazione preesistente (green skills). Nel più lungo periodo, inoltre, si potrebbe giungere anche alla certificazione energetica degli edifici pubblici.

Un primo ambito di applicazione del Piano potrebbe essere quello dall’efficientamento della pubblica illuminazione. Sempre secondo i dati illustrati in commissione, la densità media di lampioni è di circa 5/abitante, il costo dell'illuminazione pubblica si aggira fra il 15 ed il 25 per cento del totale delle spese energetiche di un ente locale e può raggiungere il 50 per cento di quelle elettriche, la spesa media dei Comuni è di 103,3 euro per ciascun punto luce, pari a circa 20 euro/anno per cittadino.

“Un’adozione – ha spiegato Alderigi – di sistemi ad alta efficienza energetica dotati di telecontrollo e tele gestione, potrebbe consentire una regolazione elettronica automatizzata della potenza in ingresso della lampada, con un risparmio effettivo del 30 per cento”. Il tutto con un investimento minimo perché il sistema può essere installato sia su impianti di nuova realizzazione, che esistenti”.

C’è di più, l’efficientamento potrebbe portare anche alla realizzazione di sistemi avanzati di telecomunicazione basati sull’infrastruttura di pubblica illuminazione. Attraverso la creazione di una rete di hot spot wi-fi basata sui punti luce, infatti, “ogni singola unità può essere utilizzata come un access point in wi-fi, e garantire così la copertura delle principali aree di presenza pubblica offrendo la possibilità di attivare servizi di connettività avanzata e MOIP (Message Over Ip, micro applicazione per cellulari).

Soddisfazione per l’illustrazione resa è stata espressa dal presidente Ceccarelli che ha manifestato l’intenzione di raccordare alcuni temi e lavori con il Polo di Navacchio, una eccellenza toscana necessaria. Una prima sinergia si concretizzerà nel breve periodo con un contributo scritto sulle migliori politiche di smaltimento dell’amianto che il Polo invierà direttamente alla commissione.

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