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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Riaperto l'ex Colorificio Toscano: "Bella esperienza di riappropriazione del territorio"

L’area dell’ex colorificio toscano a pisa riaperta grazie alle associazioni. Dichiarazioni di Sgherri e Cristiano (Federazione della Sinistra)

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

 La vicenda dell’ex colorificio Toscano di Pisa, sua riapertura e immediata restituzione simbolica alla città, potrebbe essere l’inizio della scrittura di una bella pagina, ci potrebbe più in generale indicare la via per come combattere e sconfiggere speculazioni e delocalizzazioni. Se infatti si affermasse che cessata in un luogo la produzione non è possibile nuova edificazione nell'area ne tanto meno è possibile la cosiddetta “valorizzazione”, ossia   la conversione delle volumetrie realizzate in altre funzioni perché quel luogo deve essere reso alla collettività, allora sicuramente anche le multinazionali perderebbero un motivo per delocalizzare, per licenziare in cambio di eventuali speculazioni edilizie!

In tempi di crisi economica l'obiettivo da molti condiviso di combattere delocalizzazioni, speculazioni, spostamento degli investimenti dal lavoro alla finanza e alla rendita chiede anche l'approvazione di leggi che vadano in quella direzione, leggi efficaci perché capaci di disincentivare la chiusura di siti produttivi. Per questo obiettivo determinante è vincolare il diritto a costruire –e dunque a consumare territorio- alle finalità originarie per cui viene concesso, rompendo così quel circuito vizioso per il quale le volumetrie realizzate rimangono “indistruttibili” e autonomaticamente riconvertite ad altra destinazione.  Si combatte rendita fondiaria, speculazioni, delocalizzazioni sancendo che il diritto alla trasformazione e consumo di suolo è limitato nel tempo e nelle funzioni. Cessata la funzione originaria per la quale è stata concessa l’edificazione si ripristina il terreno!

Questo ci dice l’apertura al pubblico dello stabilimento dell'ex colorificio Toscano, stabilimento abbandonato da anni, sicuramente in attesa di tempi migliori per presentare una variante. L’auspicio è che a queste iniziative non si risponda con l’ordine pubblico né con il tentativo di criminalizzare chi considera beni comuni la storia industriale, il lavoro, il territorio .

Partendo da queste riflessioni l’auspicio è di arrivare ad un momento di approfondimento su questi temi, per questo chiederemo di poter collaborare con le associazioni coinvolte alla realizzazione un convegno sulle questioni urbanistiche proprio in quel luogo, così da confrontarci e rafforzare le questioni aperte e in sintesi sopra ricordate. Buon lavoro a Rebeldia e alle altre associazioni che stanno portando avanti  questa esperienza, che questa sia proficua di un lavoro radicato e partecipato sui beni comuni a partire dalla riappropriazione del territorio e della storia sociale di una città.

 

Monica Sgherri
Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale

Stefano Cristiano
Segretario Regionale Rifondazione Comunista - FdS

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